Spello, in corso il restyling della chiesa di San Claudio

L’intervento di manutenzione straordinaria finanziato dal Comune interessa il manto di copertura. Intanto proseguono i lavori di riqualificazione di Porta Urbica ed Acquedotto romano

Lavori alla chiesa di San Claudio di Spello

A Spello, lavori in corso alla chiesa di San Claudio. Nel dettaglio, l’intervento di manutenzione straordinaria finanziato dal Comune sta interessando il manto di copertura. Sì, perché, a qualche anno di distanza dall’ultimo stralcio di lavori, la notevole pendenza del tetto ha provocato lo slittamento verso il basso di alcune parti del manto in coppi. Il restyling in corso permetterà, dunque, di ripristinare la copertura stessa al fine di proteggere dall’usura del tempo e dagli agenti atmosferici uno dei più significativi monumenti della Splendidissima Colonia Julia. La chiesa di San Claudio rappresenta, infatti, un importante esempio di architettura romanica ed è, tra le atre in città, la più integra costruzione religiosa dell’inizio del dodicesimo secolo.

Come detto, i lavori sono finanziati dal Comune spellano con una parte del residuo dell’avanzo di amministrazione pari a 23mila euro. Una volontà già espressa dalla giunta nel corso del consiglio comunale del 30 novembre che aveva visto, tra l’altro, il disco verde al bilancio consolidato relativo all’anno 2019. Occasione in cui si era deciso di destinare una parte del fondo all’acquisto di accessori in forza al servizio comunale manutenzione ed un’altra, appunto, alla sistemazione del tetto di San Claudio.

Intanto, sempre nella città dei fiori, proseguono gli interventi di riqualificazione e valorizzazione in favore di altre due chicche del territorio, entrambi finanziati dalla Regione Umbria. Da un lato la monumentale Porta Urbica, dove sono in corso azioni di consolidamento che ne permetteranno la riapertura. E dall’altro, il sentiero escursionistico dell’Acquedotto romano, sottoposto, invece, a lavori di prolungamento con la realizzazione del collegamento con il castello di Collepino.

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di Matteo Castellano

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