Spoleto, inaugurato il nuovo Pronto soccorso

Il nosocomio spoletino si proietta verso il futuro per una sinergia con quello folignate: "Emergenza urgenza e Punto nascita saranno garantiti anche per i prossimi anni"

L'inaugurazione del pronto soccorso di Spoleto

I lavori di valorizzazione del Pronto soccorso dell’ospedale di Spoleto sono finiti. O almeno quelli essenziali da garantire un servizio adeguato a chi sarà costretto a farne uso. Manca da completare una parte dell’area del triage e realizzare la nuova camera calda, quella zona di accesso della ambulanze, insomma. Ma pare che i lavori sono ormai prossimi anche per ottimizzare quest’ultima parte. E per celebrare a dovere un’opera tanto attesa e che stabilisce più “ordine” all’interno del pronto soccorso, sia in termini di ottimizzazione degli spazi che in fatto di tecnologia all’avanguardia, ieri mattina, i due direttori sanitari, quello dell’azienda Usl 2, Imolo Fiaschini, e quello del nosocomio spoletino, Luca Sapori, insieme alla vice sindaco di Spoleto, Maria Elena Bececco, e all’assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, hanno voluto celebrare il raggiungimento di questo importante traguardo con la cerimonia del taglio del nastro. Con lavori che hanno permesso, tra le altre cose, di ottenere tre ambulatori ampi e funzionali anche per la gestione multidisciplinare delle emergenze, ingressi con porte di colore rosso, giallo e verde permette una migliore identificazione da parte degli utenti, e con un ulteriore ambulatorio all’interno dio quello giallo dove possono essere gestiti quei casi in cui si richiede una particolare riservatezza. Incontro dove sono state date anche informazioni sul San Matteo degli Infermi più che incoraggianti. Anche se questo è stato l’atto finale di una mattinata celebrativa iniziata con un incontro alla palazzina Micheli, dove, ai tanti presenti, sono stati prima illustrati nel dettaglio i lavori a cui è stato sottoposto il Pronto soccorso del San Matteo degli Infermi, e a farlo è stato colui che ne è il responsabile, il dottor Gianluca Proietti Silvestri, e poi pronunciato parole più che incoraggianti per un proseguo sereno dell’attività ospedaliera spoletina. “L’Emergenza urgenza e il Punto nascita verrà garantito anche per i prossimi anni – ha annunciato, infatti, l’assessore Barberini, andando poi diretto al punto – certo, bisogna togliersi dalla testa che gli ospedali facciano tutto, tutti. Noi non taglieremo posti letto o strutture ospedaliere, ma dobbiamo riprogrammare i ruoli che ogni ospedale avrà da qui in avanti. Se vogliamo che il nostro territorio diventi punto di riferimento del terzo polo ospedaliero dell’Umbria, dobbiamo parlare di collaborazione vera”. E in tal senso stanno lavorando gli ormai ben noti “saggi”, tre di Spoleto e altrettanti di Foligno, a cui spetterà il compito di redigere un programma su cui, comunque, l’ultima parola spetterà a Regione e Azienda sanitaria. Ma non solo. “E’ probabile che nei prossimi giorni il Pronto soccorso andrà in sofferenza perché ci sarà carenza di personale infermieristico – ha detto Imolo Fischini, direttore generale della Usl 2 - per motivi diversi, dovremo fare a meno di quattro unità, ma contiamo di sostituirle entro un mese. Nel frattempo, però, è stato risistemato l’organico medico con l’assunzione di un nuovo professionista”. E c’è di più. In Cardiologia, ad esempio, dove negli ultimi tempi si è registrata una sofferenza notevole per carenza di personale medico, “è stato assunto Michele Castelli e ha già cominciato a lavorare, mentre dopo che il primo bando è andato deserto, non è stato così per il secondo che ci consentirà di assumere un nuovo anestesista – ha aggiunto Fiaschini – a quel punto l’organico salirà a quattordici, e dunque non ci saranno più scuse per non erogare il servizio di parto analgesia. In Medicina c’è stata già un’assunzione e si farà anche il primario, mentre a breve partirà il bando per il primariato di Radiologia, e arriverà anche un nuovo endoscopista”. I lavori per il Pronto soccorso sono costati complessivamente 307 mila euro, e grazie ai 50 mila euro donati dalla Fondazione Carispo la struttura oggi può contare su nuovi e funzionali arredi (hanno contribuito comunque anche le Fondazioni Micheli e Antonini). “Speriamo che l’integrazione sia vera e autentica e che non ci sia il solito strabismo – ha detto il presidente della Fondazione Carispo, Sergio Zinni, senza troppi giri di parole – noi sosterremo l’ospedale, ricordando però che questo non sono solo mura, ma anche tante professionalità che devono essere valorizzate”. Affermazione che, in qualche modo, ha rafforzato il concetto espresso dalla vice sindaco Maria Elena Bececco poco prima. La quale ha sottolineato che, sì, sono importanti le risorse strutturali “ma facciamo attenzione anche a quelle umane, affinchè queste siano sufficienti a garantire le risposte da dare ai cittadini”. 

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di Rosella Solfaroli

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