Terremoto tra Bevagna e Montefalco: scuole chiuse

Quattro gli eventi sismici registrati alle prime ore del mattino dai sismografi dell'Ingv. Il sindaco Annarita Falsacappa: "Verifica negli edifici, chiusura in via precauzionale"

L'epicentro del sisma di 3.2 gradi tra Bevagna e Montefalco

Quattro scosse tra le cinque e le sei del mattino tra Bevagna e Montefalco. Sono quelle registrate dai sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e che hanno visto nel sisma delle 5.46 il movimento tellurico più forte. Si tratta di un terremoto di 3.2 gradi (profondità 9 chilometri) con epicentro nel montefalchese e che è stato distintamente avvertito anche dalla popolazione. Dopo questa scossa, gli strumenti dell'Ingv ne hanno registrati altri tre di magnitudo più bassa, ovvero 2.2 gradi quello delle 5.51 del mattino insieme ad altri due ancora più lievi, ovvero 1.2 e 0.9. Le scosse hanno convinto il Comune di Bevagna a chiudere le scuole. Mercoledì mattina nessuna lezione, come annunciato dal sindaco Annarita Falsacappa: “Vista la vicinanza della scossa con il nostro territorio – afferma il primo cittadino – in via precauzionale, per effettuare una verifica degli edifici scolastici, abbiamo deciso di chiudere le scuole”. A breve seguirà anche un'ordinanza ufficiale di chiusura. Anche altri comuni del territorio potrebbero prendere la decisione di chiudere le proprie scuole nella mattinata di mercoledì: è il caso di Gualdo Cattaneo, dove il sindaco Andrea Pensi ha comunicato lo stop alle lezioni. Scuole chiuse anche a Giano dell'Umbria.

+++ AGGIORNAMENTO ORE 17.20 +++ "Dai sopralluoghi effettuati questa mattina, da cui si evince che gli edifici scolastici non hanno avuto alcun danno a seguito della scossa sismica di grado 3.2, si comunica la riapertura di tutti i plessi a partire da domani mattina, a condizione che la situazione rimanga stabile": è quanto riporta il Comune di Bevagna attraverso una nota diffusa su Facebook.

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di Redazione

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