Umbria ancora arancione, ma nel perugino alcune criticità: “Interventi mirati per evitare zona rossa”

Tra le due province si amplia la forbice del contagio. La Regione valuta misure territoriali per bloccare la diffusione del Covid-19. Il 2 febbraio arriveranno altri 4 vassoi di vaccino Pfizer

Incidenza dei contagi nelle province umbre e in Regione (28/01/2021)

Arancione tendente al rosso. E' la situazione dell'Umbria rispetto al Covid-19. Negli ultimi 14 giorni l'Rt calcolato dalla regione è di 1,14 ma venerdì, per l'assegnazione delle zone da parte della Cabina di regia nazionale, il numero di riferimento sarà quello di due settimane prima. In questo caso, l'indice Rt umbro è di 0,96. Significa che l'Umbria, salvo sorprese, rimarrà ancora un po' in zona arancione, anche se si prospetta il rischio concreto di finire in zona rossa. E' per questo motivo che la Regione sta cercando di correre ai ripari, anche perché il contagio in Umbria corre a due velocità. Nel perugino il Coronavirus corre molto più del ternano con un rapporto di 5 a 1 tra le due province che in certi casi tocca il 10 a 1. “Il rischio – spiega Claudio Dario, direttore umbro della Sanità – è quello di costringere tutta la regione a finire in zona rossa, un'ipotesi che vogliamo evitare”. Ecco allora che nelle prossime ore la Cabina di regia regionale metterà in piedi “interventi sistematici e mirati” su alcune aree umbre che negli ultimi giorni hanno fatto registrare numeri preoccupanti. “Siamo in questa situazione verosimilmente per comportamenti sviluppati nelel festività da parte di chi, andando a trovare un parente o un amico – sottolinea Dario – pensava che il rischio di contrarre il virus fosse inferiore rispetto a quando si incontra uno sconosciuto”. Attualmente la fascia d'età più colpita è quella dai 30 ai 65 anni, mentre la mediana è tra i 48 e i 50 anni. Più che l'Rt però – è stato sottolineato – al momento il dato da tenere in considerazione è l'incidenza di casi ogni 100mila abitanti. 

RSA - Nell'incontro settimanale con gli organi d'informazione, è intervenuto anche il dottor Massimo D'Angelo, neo commissario per la gestione dell'emergenza Covid-19 in Umbria. Il commissario D’Angelo ha fornito i dati sulle strutture residenziali, che al 27 gennaio contano 131 operatori e 167 ospiti positivi. Il commissario ha posto l’accento sull’importanza, in particolare per gli operatori delle Rsa, di adottare giusti comportamenti per proteggere gli ospiti delle strutture in cui operano. Comportamenti da tenere sempre in considerazione anche dopo la seconda somministrazione del vaccino. In riferimento a possibili varianti del Covid-19 in Umbria, il direttore Dario e il commissario hanno spiegato che i tamponi positivi nell’iter generale vengono trasferiti all’Istituto superiore di sanità che effettua un sequenziamento per motivi di studio con conseguenti tempi di risposta più lunghi. 

VACCINI - Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini è stato reso noto che il 2 febbraio dovrebbero arrivare 4 vassoi Pfizer, di cui 1 sarà utilizzato per il completamento vaccinale dei soggetti a cui è stata somministrata la prima dose, mentre l’8, il 15 e il 22 perverranno altri 21 vassoi. Questo porterà un totale di 28mila dosi, quindi un ciclo completo per coprire 14mila persone. Del vaccino Moderna invece, l’8 e il 22 si attendono 9.500 dosi di vaccino e si procederà secondo piano nazionale e regionale di intervento vaccinale, ovvero le categorie di soggetti previsti nella Fase1, che comprende anche gli ultraottantenni.

SCUOLA - Nel suo intervento, l'assessore Luca Coletto ha posto l'accento sull'importanza di avere più strumenti per combattere il Covid, come protocolli di cura territoriale e domiciliare al quale vanno aggiunti tempi e numeri certi per i vaccini. Rispetto alle scuole, l'assessore alla Sanità ha specificato che “è inevitabile che ci sia preoccupazione per una nuova impennata dei contagi. Il problema – ha spiegato – non è la ripresa dell’attività didattica in se stessa, ma la possibilità che si creino assembramenti e poi la situazione dei trasporti. Servirebbe quindi, una programmazione e risorse da parte del Governo per riaprire le scuole in sicurezza”. A prendere parte all'incontro anche il dottor Mauro Cristofori e la dottoressa Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale, che hanno tracciato l’andamento della situazione in Umbria.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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