Vaccini anti-Covid, dal 12 febbraio al via le prenotazioni per gli ultra 80enni

Entro fine mese previsto l’arrivo di oltre 27mila dosi tra Pfizer-BioNTech e Moderna. L’appuntamento potrà essere fissato tramite portale Cup, ma si valutano anche altre opzioni

Vaccino anti Covid in Umbria

Prenderanno il via il 12 febbraio prossimo, in Umbria, le prenotazioni per la vaccinazione degli ultra 80enni, a partire da coloro che sono nati nel 1941. Le stime fornite dal commissario straordinario regionale all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, parlano della somministrazione dei vaccini su una popolazione di circa 20mila persone che hanno superato gli 80 anni di età.

Complessivamente il Cuore verde d’Italia si prepara a ricevere più di 20mila dosi (nello specifico 27.050). In particolare, l’8 febbraio prossimo arriveranno sei vassoi della Pfizer-BioNTech, seguiti da altri nove vassoi della stessa casa farmaceutica il 15 febbraio, ciascuno dei quali contenenti 1.170 dosi. In tutto, quindi, 17.550. A questi si andranno ad aggiungere altre 9.500 dosi di Moderna il 22 febbraio.

La prenotazione potrà essere effettuata attraverso un portale dedicato del Cup, mentre la Regione sta valutando altre modalità che vadano a coinvolgere le farmacie, i medici di medicina generale e anche l’attivazione di un numero dedicato. All’atto della prenotazione verrà comunicato l’orario e la sede in cui la persona dovrà recarsi per effettuare la vaccinazione. Previsto, secondo quanto ribadito dai vertici regionali, un punto vaccinale ogni 40mila abitanti. Questo il piano per chi potrà raggiungere il luogo della vaccinazione in autonomia. Per la somministrazione a domicilio, invece, occorrerà attendere l’arrivo di altri tipi di vaccino, che hanno cioè altre caratteristiche di conservazione e inoculazione.

Per quanto riguarda, invece, le fiale prodotte da AstraZeneca, la platea di destinatari - come sottolineato dall’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, sulla base di quanto stabilito dall’Aifa - sarà quella che va dai 18 ai 55 anni. Il riferimento, così come spiegato da Massimo D’Angelo, è - tra gli altri - a quelle tipologie di medici non interessati dalla prima fase della vaccinazione, collaboratori e soggetti fragili come persone diversamente abili presenti sia all’interno di centri diurni che residenziali. Intanto l’Umbria, secondo quanto riportato sul sito del Ministero della salute, ha raggiunto il 100 per cento della somministrazione delle dosi in possesso ad oggi. 

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di Maria Tripepi

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