A Vescia un nuovo scivolo per bimbi donato dalla Fondazione Carifol

Nella scuola dell'infanzia gradito regalo per i circa cento bimbi ospitati dalla struttura. Il dirigente scolastico Marini: "L'ente di palazzo Cattani sempre attento a questo tipo di esigenze"

Inaugurazione del nuovo scivolo di Vescia

Da oggi giocare all'aria aperta sarà più bello e divertente per i piccoli ospiti della scuola dell'infanzia di Vescia. Nella piccola frazione di Foligno è arrivato un nuovo scivolo donato dalla Fondazione Carifol. Il gioco in plastica e legno è stato piazzato nel giardino d'ingresso della scuola e permetterà ai circa cento bambini di avere uno strumento in più per divertirsi durante le ore di libertà. Martedì mattina il taglio del nastro del nuovo scivolo, alla presenza del presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Foligno, Guadenzio Bartolini. Con lui il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Foligno 5, la dottoressa Alessia Marini. I due sono stati accolti dall'inno di Mameli cantato direttamente dai bambini. Dopo il taglio del nastro, a collaudare il nuovo scivolo sono stati proprio i piccoli studenti, che hanno decisamente apprezzato il regalo. Quella di oggi, è solo l'ultima donazione in ordine di tempo alla scuola dell'infanzia di Vescia da parte della Fondazione Carifol, con palazzo Cattani che si dimostra “un partner molto attento nel rispondere alle esigenze della scuola – come spiegato dalla preside Alessia Marini -. La nostra realtà ha sempre bisogno dell'aiuto e del sostegno del territorio e speriamo che questa collaborazione possa proseguire”. Non nasconde la sua soddisfazione nemmeno il presidente Bartolini: “Operiamo in un quadro dove le risorse sono sempre più ridotte, in un territorio dove le esigenze sono invece aumentate – ha detto il numero uno della Fondazione -. Nonostante ciò, cerchiamo di mettere sempre in pratica i nostri obiettivi filantropici. Nonostante le difficoltà, Foligno è viva grazie all'impegno dei tanti volontari che operano nel settore sociale ed associazionistico”.  

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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