L'alimentazione per il disturbo del secolo: il reflusso gastroesofageo questo sconosciuto

L'evento si verifica fisiologicamente in una persona sana 3-5 volte al giorno senza che ne avvertiamo nemmeno la presenza, ma può diventare una problematica patologica

Reflusso gastroesofageo

È uno dei problemi più diffusi dell’apparato digerente nella società moderna (insieme a dispepsia e sindrome dell’intestino irritabile), ma soprattutto è quello che additiamo come un semplice fastidio risolvibile semplicemente con dei farmaci chiamati gastroprotettori, in particolare gli inibitori della pompa protonica e procinetici.

Il Reflusso dei succhi gastrici nell’esofago è un evento che si verifica fisiologicamente in una persona sana 3-5 volte al giorno senza che volte ne avvertiamo nemmeno la presenza. Diventa però una problematica patologica quando si presenta più frequentemente, soprattutto se in maniera continuativa, dando origine a quei fastidiosi sintomi che sono il rigurgito acido, pirosi e dolore retrosternale. Questa sintomatologia, come abbiamo già detto sopra, a volte viene sottovalutata anche per molto tempo, dando origine poi alle possibili complicanze quali esofagiti, ulcere, malattia di Barrett, ecc.

Ma prima di passare all’intervento farmacologico, dovremmo essere invitati a seguire una serie di consigli nutrizionali, con l’obiettivo di ridurre la secrezione acida dello stomaco, intervenendo sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita della persona.

Una delle prime abitudini scorrette che andiamo a prendere in considerazione è il fumo di sigaretta, questo infatti va ad agire sul tono muscolare di un tratto specifico dell’esofago terminale chiamato “sfintere esofageo inferiore”, questo tratto contraendosi si oppone al passaggio in esofago del materiale acido proveniente dallo stomaco, e la nicotina interviene diminuendo in maniera considerevole il tono muscolare di questo sfintere, lasciando quindi una possibilità di passaggio del materiale acido verso l’esofago.

Visto che anche il riempimento gastrico eccessivo predispone al reflusso, una buon abitudine è quella di bere lontano dai pasti, effettuando nel contempo più pasti al giorno (almeno 5) in modo che ogni singolo pasto sia meno pesante in termini di volume per il nostro stomaco.

Dopo i pasti evitiamo sempre di stenderci immediatamente sul letto o sul divano, questo stimola meccanicamente la salita dei succhi gastrici a livello dell’esofago, quindi è buona abitudine attendere almeno 30 minuti prima di assumerne una posizione supina.

Un’altra accortezza a cui dobbiamo ricorrere è durante il sonno, un semplice cuscino non basta a tenere sollevata la parte superiore del nostro corpo, in modo che la sola gravità ci aiuti a prevenire il reflusso, bisogna alzare la parte della testata del letto di circa 15° (usando magari dei rialzi stabili sotto le zampe del letto).

A volte inconsapevolmente anche il nostro abbigliamento può amplificare il reflusso, chi ne soffre infatti dovrebbe evitare indumenti e cinture troppo strette, in quanto vanno ad aumentare la pressione endoluminale facilitando la risalita del materiale gastrico.

Ridurre il peso corporeo con una dieta ricca di fibre porta subito una riduzione dei sintomi, soprattutto se dalla dieta giornaliera vengono eliminati, o almeno drasticamente ridotti, quegli alimenti che possono diminuire il tono dello sfintere esofageo, irritarne la mucosa o ritardare lo svuotamento gastrico.

Questi alimenti sono alcool, menta, caffè (anche decaffeinato), tè, cioccolato, aglio, cipolla, cibi molto grassi (fritture, insaccati, panna, formaggi stagionati, sughi di carne), cibi molto caldi o cibi molto freddi (gelati o brodi caldi), bibite gasate, cibi acidi come agrumi, pomodoro o prodotti a base di pomodoro.

Gli alimenti invece che non influenzano il tono dello sfintere esofageo inferiore sono quelli proteici a ridotto contenuto di grassi come le carni magre i formaggi freschi magri e il latte scremato, e i carboidrati a ridotto tenore lipidico come pane, pasta, riso, frutta e verdure.

Quindi se soffrite di questa fastidiosissima problematica, non vi prescrivete da soli un antiacido solo perché un vostro amico o parente ve ne ha consigliato l’uso, un inibitore della secrezione acida dello stomaco è sempre un farmaco, e prima di assumerlo dovete sempre consultare il vostro medico, almeno per escludere altre patologie che possano nascondersi dietro la stessa sintomatologia. Poi armatevi di pazienza e senso di responsabilità e cominciate a cambiare il vostro stile di vita, più movimento, stop al fumo, e un alimentazione sana, questo vi porterà non solo a stare meglio, ma ad invecchiare più lentamente e con successo.

 

Rubrica a cura del dottor Leonardo Mercuri, dietista ANDID/ASAND

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di Leonardo Mercuri

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