Alimentazione e allattamento tra falsi miti e certezze

Terza puntata della rubrica dedicata alle donne incinte e al periodo della gravidanza. Questa volta focus sulla crescita post-parto dei piccoli

Mamma e neonato

Iniziamo questa terza parte del mondo della gravidanza con alcune certezze, ovvero: non è fondamentale quanto il vostro bambino pesi o come esso aumenti, ma è importante che la sua crescita sia il più possibile regolare e costante. I Larn, (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana), consigliano per una mamma in allattamento un aumento di 500 chilocalorie, e una quota di queste dovrebbe essere fornita da un consumo di almeno 15 grammi in più di proteine nobili come latte, uova e carne. Il fabbisogno di calcio durante l’allattamento rimane invariato rispetto il periodo di gestazione circa 1000-1200 mg al giorno, di questo almeno un terzo verrà usato per la produzione del latte materno, da considerare anche una supplementazione di ferro 30-40 mg/die per evitare una possibile anemia tardiva.Per quanto riguarda i fabbisogni vitaminici si è visto che se la gestante ha uno stato carenziale, riduce anche quelle presenti nel latte materno, soprattutto quelle liposolubili (A,D,E,K), per questo motivo il fabbisogno vitaminico viene aumentato di circa 20-30% rispetto a quelle abituali. Un consiglio che mi sento di dare è quello di mantenere ben rappresentata la quota proteica con carne, pesce, formaggio e uova, insieme a verdura, frutta, pane, pasta, riso e olio extra vergine di oliva, mentre sconsiglio vivamente alimenti come aglio, cipolle, asparagi, cavoli, carciofi, fritture, molluschi e cibi piccanti. Al momento della nascita un neonato pesa in media circa 3000-3200 gr con una variazione che non deve preoccupare da 2500 a 4500gr, da ricordare, e senza nessuna preoccupazione, che nei primi 3-4 giorni di vita il bambino può perdere fino al 10% del proprio peso. Nei primi giorni dopo il parto, le mammelle producono il “colostro” un liquido denso di colore giallastro, si tratta di una sostanza dall’elevatissimo potere nutrizionale, che contiene anticorpi in grado di difendere il bambino dalle infezioni per alcuni mesi. Il seno, grazie al ritmo di suzione che il bambino impone, inizia ad abituarsi a produrre una quantità di latte perfettamente idonea al suo fabbisogno, in questo delicato periodo (8-10 settimane) potrebbe accadere che vi sia una fisiologica diminuzione della produzione di latte, ma basta tenere attaccato al seno il bambino più frequentemente possibile e mantenere un po’ di fiducia e tranquillità senza incorrere nel famigerato errore di passare subito all’aggiunta di latte artificiale, che deve essere prescritto sempre dal pediatra prima di essere fornito al bambino. Attenzione…naturalmente NON FUMARE! Il fumo può provocare, nel bambino tachicardia, anoressia, vomito e diarrea, inoltre è consigliabile rinunciare momentaneamente alle tinture e alle permanenti in quanto alcune sostanze contenute in esse possono essere assorbite ed eliminate nel latte. Certo è un periodo di grandi stress per una mamma, ma non c’è nulla al mondo che sappia far dimenticare stanchezza e sacrificio come il sorriso di un bambino.

 

Rubrica a cura del dottor Leonardo Mercuri, dietista Asand

Logo rgu.jpg

di Leonardo Mercuri

Aggiungi un commento