All’Oratorio del Crocifisso c’è “Anghelos”, il presepe vivente dagli abiti barocchi

L'appuntamento è per il 26 e 27 dicembre e per il 6 gennaio prossimo. Ad attendere il pubblico un’esperienza unica, realizzata prendendo spunto dai più famosi dipinti sulla natività

La presentazione di "Anghelos"

Un presepe vivente in abiti barocchi. È quello a cui farà da sfondo il 26 e 27 dicembre e il 6 gennaio prossimo l’Oratorio del Crocifisso di Foligno e che si inserisce nel ricco calendario di eventi natalizi cittadini. “Anghelos”, questo il titolo dell’evento, è un progetto che nasce dalla sinergia tra l’Ente Giostra Quintana e il Teatro San Carlo, Protemus, CoopCulture e la Pro Foligno.

“Al contrario di quanto si possa pensare, non si tratterà del solito presepe vivente - ha commentato Luca Radi, presidente della commissione artistica dell’Ente Giostra –, ma sarà una sorta di quadro vivente della natività con gli abiti della Quintana, che regalerà agli spettatori un’occasione di preghiera e meditazione nella suggestiva cornice dell’Oratorio del Crocifisso”.

Ad illustrare le motivazioni che hanno guidato le varie scelte dietro al progetto è stato, invece, il direttore artistico del Teatro San Carlo, Giacomo Nappini. “Abbiamo scelto come titolo dell’installazione ‘Anghelos’ per vari motivi - ha spiegato -, prima di tutto perché quando io e Luca (Radi, ndr) siamo entrati per la prima volta all’Oratorio del Crocifisso non abbiamo potuto non notare quanti angeli ci fossero all’interno. Abbiamo quindi deciso di non andare contro lo spazio ma, anzi, di farlo parlare. Inoltre, la figura dell’angelo nel presepe è secondaria, di spirito, sta sopra rispetto alle principali e le sorveglia, senza toccarle, e in questo periodo durante il quale ci siamo dovuti abituare a non poter essere toccati e a non poter toccare mi è sembrato un simbolo particolarmente efficace. Soprattutto per chi ha subito delle gravi perdite, per dimostrare una forza che continua ad amare nonostante il corpo non ci sia più”.

Il direttore artistico ha, poi, continuato spiegando nel concreto cosa riserverà l’installazione. “Gli spettatori - ha detto - assisteranno a dei tableau vivant, composti da attori, realizzati prendendo spunto dai dipinti più famosi sulla natività e che grazie a dei giochi di luci alternati al buio assumeranno delle tinte caravaggesche. Ad accompagnare il tutto ci sarà un brano corale composto appositamente per l’evento da Protemus, il progetto musicale teatrale del San Carlo. Con quest’installazione - ha quindi concluso Giacomo Nappini - vogliamo riprodurre l’arrivo di Gesù, che con la sua nascita ha sancito l’anno zero e il passaggio dal buio alla luce”.

Si tratta di un’iniziativa nuova e unica sul territorio umbro, realizzata con l’intento di far comprendere il valore religioso e meditativo delle prossime festività natalizie, anche e soprattutto in relazione all’attuale momento storico.

Alla conferenza di presentazione era presente, tra gli altri, anche il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli. “Si tratta di un’iniziativa imperdibile che con la giornata conclusiva, quella del 6 gennaio, darà il via ad un anno quintanaro straordinario - ha dichiarato - che stiamo organizzando in previsione della ripartenza di tutti gli eventi della Giostra dopo lo stop causato dalla pandemia”. Per partecipare all’iniziativa è necessario essere in possesso del super Green pass ed aver effettuato la prenotazione attraverso Coop Culture. Si tratterà di un’installazione che verrà replicata ogni 10 minuti, alla quale potranno accedere un massimo di 25 persone alla volta.

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di Fatima Tomassini

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