"Ambasciatori dell'Umbria nel mondo", il premio va a Giovanni Guidi

Folignate, classe 1985, il pianista vanta collaborazioni artistiche con grandi nomi del panorama musicale e esibizioni in tutto il mondo 

Giovanni Guidi (foto tratta da www.giovanniguidi.it)

E' un pianista di Foligno il vincitore del premio "Ambasciatori dell'Umbria nel mondo 2015" conferito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nell'ambito del festival Umbria Jazz ai musicisti che hanno portato e tenuto alto il nome dell'italia e dell'Umbria nel mondo. Il vincitore Giovanni Guidi, classe 1985 nativo della città della Quintana, in pochi anni è riuscito a trovare la propria strada affermandosi, oltre che come pianista, anche come organizzatore e direttore artistico. Nel suo curriculum diverse collaborazioni con grandi nomi del panorama musicale, come Enrico Rava e Gianluca Petrella, ma anche esibizioni in tutto il mondo e nei principali festival jazz - tra i quali Umbria Jazz, North Sea Jazz Festival, Portland Jazz Festival e San Francisco Jazz Festival - e nei  teatri e club di numerose città, come New York, Rio De Janeiro, Parigi, Londra, Hong Kong e Seul. Un' artista che è riuscito a farsi vero ambasciatore itinerante della musica jazz, ma anche della cultura della sua terra nativa, l'Umbria. Il premio verrà consegnato sabato 18 luglio alle 12 al Teatro Morlacchi di Perugia in occasione del concerto del trio - composto da Giovanni Guidi, Thomas Morgan e Joao Lobo - ospite della manifestazione Umbria Jazz, che sarà impegnato anche venerdì 17 nella presentazione del nuovo lavoro per Ecm dal titolo "This is the Day", alle 15 alla libreria Feltrinelli sempre a Perugia. Un premio importante "Ambasciatori dell'Umbria nel mondo" che in passato è stato assegnato a grandi musicisti che hanno fatto, e che stanno facendo, la fortuna di Umbria Jazz, Enrico Rava, Renato Sellani, Giovanni Tommaso, Stefano Bollani, Francesco Cafiso, Roberta Gambarini, Franco D'Andrea, I Solisti di Perugia, Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli.

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di Annalisa Marzano

Commenti

La modalità mafiosa e clientelista è ormai parte integrante della quotidianità degli italiani, purtroppo non è escluso l'ambito musicale. Indipendentemente dai meriti quelli che fanno carriera sono sempre i raccomandati, figli di Tizio, nipoti di Caio o amici di Sempronio. Quanto dovremo aspettare ancora affinchè la meritocrazia diventi la base di partenza sulla quale costruire il futuro artistico di chi ha veramente qualcosa da dire?

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