Doppio sold out per Simone Cristicchi a Trevi e Spello con “Esodo”

Il cantautore romano porterà sui palchi del Clitunno e del Subasio il racconto delle migrazioni degli italiani d’Istria. "Al porto Vecchio di Trieste c'è un luogo della memoria toccante"

Simone Cristicchi (foto David Voci Sciabordi)

Lo spettacolo “Esodo” di Simone Cristicchi è già sold out in Umbria. Tutto esaurito, infatti, per le due date di Trevi e Spello, rispettivamente il 17 ed il 18 febbraio alle 21.15. Il cantautore, nelle vesti di attore teatrale, è pronto, dunque, a calcare il palco del teatro Clitunno e quello del teatro Subasio. L'artista romano sarà ospite della stagione teatrale diretta da Fontemaggiore e racconterà un capitolo drammatico della storia del Bel Paese, quello, cioè, legato alla migrazione degli italiani d'Istria costretti a lasciare la propria terra in seguito ad un ridisegnato assetto geografico successivo al secondo conflitto mondiale. 

“Al porto Vecchio di Trieste c'è un luogo della memoria particolarmente toccante: il Magazzino n.18, - ha spiegato Simone Cristicchi – un luogo che racconta una pagina dolorosa della storia d'Italia, di una complessa vicenda del nostro Novecento mai abbastanza conosciuta e, se possibile, resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non ad un imponente monumento, ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Nel porto Vecchio di Trieste, il Magazzino n.18 conserva sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, ogni bene comune nello scorrere di tante vite interrotte dalla storia, e dall'Esodo: con il Trattato di Pace del 1947 l'Italia perse vasti territori dell'Istria e della fascia costiera e circa trecentomila persone, davanti ad una situazione dolorosa e complessa, decisero di lasciare le proprie terre natali, destinate a non essere più italiane. Non è difficile – ha concluso Cristicchi – immaginare quale fosse il loro stato d'animo, con quale e quanta sofferenza intere famiglie impacchettarono e loro cose lasciandosi alle spalle le case, le città, le radici. Davanti a loro difficoltà, paura, insicurezza e tanta nostalgia”.

In “Esodo”, quindi, l'artista indagherà questi sentimenti, e lo farà attraverso un format, perfetto mix di parole, musica ed immagini.

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di Matteo Castellano

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