Elvio Marchionni firma il dipinto sull'ultima edizione della Bibbia

L'artista spellano ha riproposto la “Trasfigurazione”, opera pensata per la cattedrale folignate di San Feliciano dove sarà esposta una volta terminata

L'artista Elvio Marchiani con il suo dipinto all'interno della nuova Bibbia (foto Alessio Vissani)

La mano è quella di Elvio Marchionni e il bozzetto è quello della Trasfigurazione, realizzato per la cattedrale folignate di San Feliciano ma scelto anche da monsignor Fortunato Frezza, canonico della Chiesa di San Pietro, come unica immagine dell'edizione 2015 della Sacra Bibbia curata dalla Libreria Editrice Vaticana. Una storia, questa, che parte da lontano, affondando le proprie radici nella forte e duratura amicizia tra l'artista spellano, il compianto don Mario Sensi e monsignor Frezza appunto.  IL RACCONTO - “Da qualche tempo – spiega Elvio Marchionni – sto facendo dei lavori per la cattedrale di San Feliciano, a Foligno. Si tratta di undici tele, che vanno dalla creazione alla resurrezione, della grandezza di tre metri e mezzo per due e venti. Attualmente sono alle prese con il primo dipinto, ossia quello dedicato alla trasfigurazione, all'interno del quale ho anche inserito ritratti di persone reali. Ed è proprio vedendo questo bozzetto che monsignor Frezza mi ha chiesto di poterlo inserire all'interno dell'edizione della Bibbia da lui curata, e così è stato. È l'unica immagine presente, è a colori e contiene anche una piccola spiegazione sul perché è stato fatto questo bozzetto e dove verrà collocato il dipinto originale”. LE EMOZIONI E L'INCONTRO CON GIOVANNI PAOLO II - Ma cos'ha provato Elvio Marchionni quando monsignor Frezza gli ha espresso la sua richiesta? “Quando accadono queste cose – confessa - si prende tutto come se fosse una cosa normale, poi magari ci si rende conto che è un avvenimento importante. In passato – racconta - mi era stato chiesto di illustrare il Vangelo. Un giorno, mentre lavoravo nel mio studio, mi chiamarono dalla società che mi aveva commissionato il lavoro e mi dissero che di lì a poco sarei dovuto andare dall'allora papa Giovanni Paolo II per portare appunto queste tavole raffiguranti il Vangelo. Lì per lì risposi che ero troppo impegnato per andare dal Papa, poi però ci pensai bene e capii che non sarei potuto mancare a quell'incontro”. Incontro che Elvio Marchionni racconta anche se – confessa - “difficilmente ne parlo, visto che sono spaccati di vita personali”. “Con papa Wojtyla trascorsi circa tre quarti d'ora quel giorno – ricorda – aveva voluto che gli illustrassi alcune delle tavole che avevo realizzato. Si soffermò in particolare su quella che ritraeva insieme, Maria ed Elisabetta. Ogni tavola aveva il suo ambiente, interno o esterno che fosse, quella invece era sospesa nel vuoto. Avevo deciso di raffigurarle in quel modo perchè entrambe erano incinta, e quando una donna aspetta un figlio tutto il resto del mondo non esiste più, esiste solo quello che la donna ha in grembo. Allora disegnai solo queste due figure, sospese nel nulla, e il Papa non solo se ne accorse ma volle sapere anche il perché di quella scelta”. IL RITRATTO DI FRANCESCO - Ma di pontefici nella sua vita l'artista spellano ne ha incontrato ben tre. Proprio su richiesta dei due amici storici, don Mario Sensi e monsignor Fortunato Frezza, infatti, Elvio Marchionni è stato anche chiamato a realizzare due ritratti, uno di papa Benedetto XVI e l'altro di papa Francesco, che lo stessa artista ha poi consegnato ai due pontefici. “Quando ho incontrato papa Bergoglio e gli ho mostrato il dipinto – commenta anche un po' divertito – lui, in maniera molto ironica, guardando il suo volto sul quadro mi ha chiesto quale santo avessi ritratto. È stato molto spiritoso. Io però fatico a parlare di queste cose perché, ripeto, sono cose che appartengono al mio privato”. LA SCULTURA E LA PITTURA - Ma tornando indietro con i ricordi, Elvio Marchionni racconta anche di un'altra sua opera, oggi visibile nel duomo di Foligno e nata da un incontro con monsignor Gualtiero Sigismondi. “È un'opera particolare – spiega – perché unisce scultura e pittura. Dietro al crocifisso dove la beata Angela andava a pregare, e che risale al Duecento, ho infatti realizzato una scena della crocifissione. Ed è molto bella da vedere perché diversamente da quello che viene raffigurato tradizionalmente, in questo caso si ha la scultura del Cristo crocifisso in primo piano e dietro - conclude - la Madonna e la folla”. LA VIA CRUCIS D'AUTORE - E in attesa di poter vedere in futuro le undici tele firmate dall'artista spellano all'interno della cattedrale folignate, l'appuntamento con l'arte è per il prossimo marzo, quando verrà presentata l'edizione 2016 della "Via crucis d'autore" che torna puntuale anche quest'anno a Spello. 

 

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di Maria Tripepi

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