Festival di medicina tradizionale e complementare, eventi “sold out” e presenze da fuori regione

Conclusa con successo la seconda edizione folignate della manifestazione dedicata al benessere. Occidente e oriente ancora insieme per la salute delle persone

La serata a palazzo Candiotti del Festival di medicina

Sei conferenze e quattordici workshop, in due location d’eccezione, palazzo Trinci e palazzo Candiotti, lungo la centralissima via Gramsci. Oltre mille presenze e tutto esaurito nel week-end passato tra incontri, presentazioni, esperienze sensoriali e degustazioni. Per non parlare di almeno altre quattrocento persone rimaste in lista d’attesa per i seminari che hanno registrato il tutto esaurito. Sono questi i primi bilanci del Festival di medicina tradizionale e complementare, che si è svolto a Foligno tra sabato 6 e domenica 7 ottobre. Un festival che ha spaziato dall’autoipnosi alla digitopressione, passando per la etnofarmacologia ai viaggi vibrazionali, alla riflessologia accompagnata dalle campane tibetane. L'evento ha visto la partecipazione di relatori e professori d’eccezione, arrivati non solo da prestigiose università italiane e paesi europei, ma anche dall’India. Un pubblico composto ovviamente da folignati ma anche da appassionati provenienti dalle Marche, Lazio, Toscana e dal Nord Italia. Un successo già registrato con la prima edizione, che però in questa seconda uscita ha visto quadruplicate le presenze. Il Festival di medicina tradizionale e complementare è unico nel suo genere in Italia ed è andato oltre le aspettative anche per la cena di gala con il concerto di Thea Crudi, ospitato nel salone d’onore di palazzo Candiotti. L'evento si è concluso poi con tutti gli alimenti non consumati e non utilizzati per i coffee break, le degustazioni e la cena di gala, che sono stata donati alla mensa della Caritas di Foligno. Gli organizzatori sono già al lavoro per la terza edizione, che il prossimo anno dovrebbe durare tre giorni e occupare anche altre location del centro storico. Così Foligno anche questa volta si conferma sempre di più “centro del mondo”, dove la cultura d’oriente e quella occidentale si incontrano in un modo del tutto pacifico e armonioso.

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di Nathan Apolo

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