La Quintana si apre alle periferie con l'evento al castello di Sant’Eraclio

Promossa dal Rione Contrastanga di via Piermarini insieme alla Comunanza agraria e alla Festa della pecora, la cena è in programma per mercoledì primo giugno

La presentazione dell'evento "O fuor per le campagne amene"

La Quintana oltrepassa le mura urbiche per aprirsi alle periferie. E lo fa con l’iniziativa messa in agenda per il prossimo primo giugno dal Rione Contrastanga, che ha deciso di salutare questa nuova stagione con una cena a lume di candela dal titolo “O fuor per le campagne amene”, in programma alle 20, a cui farà da sfondo il suggestivo Castello dei Trinci che si trova nel cuore di Sant’Eraclio. L’evento è il frutto della sinergia che il Rione guidato dal priore Carlo Mattioli ha avviato con la Comunanza agraria di Sant’Eraclio e con la Festa della pecora organizzata dall’associazione “Le tre cannelle”. L’iniziativa è stata presentata nella mattinata di lunedì 23 maggio, nel Salone d’Onore di palazzo Candiotti, alla presenza del presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, del vicepriore del Contrastanga, Fabio Luccioli, del presidente della Comunanza agraria di Sant’Eraclio, Mauro Marchionni, di Federico Cancelli della Festa della pecora e del parroco di Sant’Eraclio, monsignor Luigi Filippucci. E proprio di apertura al territorio ha parlato il vicepriore del rione gialloblu. “La Quintana è impegno sociale tutto l'anno, non solo nel periodo di apertura delle taverne. Sociale e socialità, due direttrici fondamentali” ha detto Fabio Luccioli, spiegando come dal Contrastanga arrivi un “segnale forte, perché - ha dichiarato - mette insieme il popolo quintanaro e il mondo dell’associazionismo con un’apertura al territorio che punta anche alla valorizzazione del patrimonio culturale”. Un’attenzione alla persona, a cui la comunità di Sant’Eraclio ha risposto con grande partecipazione. “La bella notizia - ha infatti sottolineato - è che la cena in programma al castello è già andata sold out. C’è stata una vera e propria mobilitazione da parte dei cittadini di Sant’Eraclio”. Che non sono, però, nuovi alle incursioni del mondo quintanaro, ed in particolare di quelle del Contrastanga. Nelle scorse settimane, infatti, si è concluso il progetto “Diventare grandi con il cavallo”, organizzato dall’Istituto comprensivo Foligno 3 e che ha visto in prima fila proprio il rione di via Piermarini, che ha affiancato i piccoli alunni della scuola di Colle Scandolaro in questa nuova esperienza. Ma quello in programma per il primo giugno prossimo vuole essere solo il primo di una serie di eventi pensati per il territorio, come auspicato anche da Federico Cancelli. “La volontà - ha commentato - è di far crescere sempre più Sant’Eraclio, puntando sula promozione di momenti conviviali e sul senso di comunità”. A questo, come detto, si affianca anche la valorizzazione del patrimonio culturale. “Il castello - ha spiegato Mauro Marchionni - è sempre stato il cuore pulsante di Sant’Eraclio e dopo una fase di declino successiva al terremoto, il nostro obiettivo è quello di riportarlo al centro della vita della frazione”. “Il dialogo con il mondo della Quintana affonda le radici a circa 23 anni fa, quando in una notte di Pasqua, insieme a Domenico Metelli, abbiamo deciso di iniziare un cammino insieme - ha detto monsignor Filippucci -. La Quintana è una presenza essenziale, accende una luce che dà sicurezza e apre nuovi orizzonti. E su questa strada stiamo lavorando”. “La ‘conquista’ delle periferie - gli ha fatto eco il presidente Metelli - è un progetto che stiamo portando avanti da tempo e che ha subito una battuta d’arresto a causa della pandemia. Il mio sogno - ha quindi concluso - è vedere un giorno sventolare le bandiere dei rioni anche fuori dalle mura urbiche, a Sant’Eraclio come a Borroni e fino ad arrivare a Colfiorito, perché la Quintana è una festa di popolo”.

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di Maria Tripepi

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