Il rap di Frast & Torty, un’“Overdose” di emozioni che porta la firma dell'umbro Scarelli

Intervista a LBNT, che ha realizzato una delle canzoni più ascoltate dell'inverno: "Ho trovato la ricetta giusta, sentire il pezzo nelle radio locali è stata una grande soddisfazione”

Frast & Torty

Dietro ad ogni successo, c’è spesso un grande lavoro di squadra: è una legge universale, ma nel mondo dell’arte vale ancora di più. Un mese fa Stefano “Frast” Livi e Filippo “Torty” Rosati, due giovani talentuosi artisti umbri, hanno pubblicato il videoclip del loro nuovo singolo “Overdose”. Il brano prodotto da Massimiliano “Lbnt” Scarelli in poco tempo ha superato le 10mila visualizzazioni su YouTube, trasformando i due in un’interessante sorpresa per la variegata scena musicale della nostra regione. Dietro alla riuscita dell’operazione c’è stato un grande lavoro di squadra e, per questo, abbiamo voluto intervistare Massimiliano “Lbnt” Scarelli, produttore del singolo, per scoprire qualche retroscena sull’incredibile exploit di “Overdose”. 

Come è nata “Overdose”?

Era da tempo che Frast & Torty volevano fare un pezzo d’amore, qualcosa di introspettivo e sperimentale. Per la produzione musicale mi hanno dato completamente carta bianca, per cui sono partito dalle sonorità del momento, dandogli però una mia interpretazione artistica. Mi piaceva l’idea di creare qualcosa che non fosse classificabile nel contenitore di un genere musicale, per questo è stata fondamentale la collaborazione con il sassofonista Sauro Truffini, grazie al quale è stato possibile unire il classico al contemporaneo, ottenendo come risultato finale un’atmosfera calda e ricca di emozioni. 

Quanto lavoro c’è stato dietro alla produzione del pezzo?

C’è stato molto lavoro, sono serviti 3 mesi per finalizzare il brano: ci sono state diverse sessioni di registrazione delle parti cantante e, in generale, abbiamo cercato di curare al meglio ogni singolo dettaglio. Sono molto felice dell’unione che si è creata tra tutte le persone che hanno lavorato a questo singolo, in primis per la serietà e per la grande passione che hanno dimostrato. Alla fine i nostri sforzi sono stati ripagati e, quando il pezzo è stato passato da alcune radio locali, è stata una soddisfazione immensa.

Come mai la scelta di girare il video a Londra?

Tra di noi c’è una bellissima amicizia e, dopo l’enorme lavoro per il pezzo estivo, volevamo fare una vacanza insieme per regalarci un momento divertente. Avendo, però, già il nuovo singolo pronto, abbiamo deciso di unire l’utile al dilettevole e di girare anche il videoclip di “Overdose”. L’atmosfera londinese era perfetta per le sonorità del brano e il fascino della metropoli inglese si sposava con le vibrazioni che volevamo far passare con il video. È stata un’esperienza straordinaria, tra l’altro hoanche avuto modo di conoscere degli artisti britannici fortissimi, da cui c’è solo tanto da imparare. 

Qual è oggi il ruolo del produttore? 

Il ruolo del produttore è fondamentale, purtroppo a volte tende a passare in secondo piano, ma chi produce ha l’enorme responsabilità di trovare la ricetta giusta per far rendere al meglio gli artisti che collaborano con lui. Ritengo che per avere un asso nella manica importante si debba conoscere approfonditamente la musicae per questo, nel mio piccolo, ci tengo a curare tutta la parte strumentale del pezzo, comprese le parti più tecniche, come gli effetti o l’armonizzazione delle voci dei cantanti.

Che cosa bolle in pentola?

Stiamo lavorando a molti nuovi progetti, non ci fermiamo mai e continuiamo il nostro percorso. Spero che il nostro progetto possa arrivare ad un pubblico sempre più vasto, ispirando anche altri ragazzi ad avvicinarsi al mondo della musica: dopo tanti anni di sacrifici, sarebbe davvero gratificante.

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di Alessandro Cascianelli

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