Sassovivo, dagli scavi grandi novità. Intervista agli archeologi: “Ancora molto da scoprire”

A palazzo Trinci presentazione di un nuovo volume sui lavori svolti nei pressi dell'Abbazia. Antropologi ungheresi hanno analizzato i resti scheletrici. Nel libro ricerche di molti esperti

Scavi a Sassovivo di Foligno

Si chiama “Oltre le Carte II” ed è il secondo volume che presenta gli studi e i risultati inerenti gli scavi portati avanti oramai da diversi anni nei pressi dell'Abbazia di Sassovivo. Il libro sarà presentato sabato 19 ottobre nella Sala Rossa di palazzo Trinci ed è promosso dall'associazione Amici dell'Abbazia di Sassovivo. “Oltre le Carte” è una pubblicazione a cura di Lia Barelli, Maria Romana Picuti, Michele Asciutti e Roberta Taddei edito da Fabrizio Fabbri, nonché seconda pubblicazione della collana editoriale “I Quaderni di Sassovivo. Storia Arte Archeologia”.

L’iniziativa, che si avvale del patrocinio del Comune di Foligno e della Diocesi di Foligno, si aprirà alle 16 in piazza della Repubblica, con appuntamento di fronte all’ingresso di palazzo Trinci, dove l’architetto Maddalena Paolillo dell'Università Sapienza di Roma terrà una visita-conferenza aperta al pubblico dal titolo “La piazza della Repubblica. Consistenza storica e figurativa di un complesso palinsesto”,nel corso della quale verranno illustrati i dati preliminari di un recentissimo studio che riguarda l’individuazione delle fasi architettoniche della cattedrale di San Feliciano e del suo intorno attraverso i secoli con l’obiettivo non solo di ricostruire la storia di questo importante monumento, ma di procedere altresì ad un’interpretazione complessiva della formazione dell’attuale piazza della Repubblica e dell’apertura in età tardo medievale di piazza del Grano.

Al termine della visita-conferenza, alle 17.30, nella Sala Rossa di Palazzo Trinci avrà inizio la presentazione del volume.

Alessandra Molinari dell’Università di Tor Vergata Roma e Ruggero Martines della Pontificia Università Gregoriana descriveranno la rilevanza scientifica dei contributi contenuti nel volume, nel quale vengono pubblicati per la prima volta gli esiti più significativi ed eclatanti delle diverse campagne di scavo che hanno interessato l’Abbazia nell’ambito di una ricerca multidisciplinare, tuttora in corso, volta a studiare il prestigioso complesso monastico sassovivese in modo approfondito, avvalendosi anche di tecnologie all’avanguardia e di tecniche innovative, per poterne ricostruirne le molteplici vicende costruttive tramite l’integrazione di diverse competenze quali archeologia, rilievo, restauro architettonico, storia dell’arte, geologia, storia dell’architettura e dell’urbanistica fino ad arrivare all’antropologia fisica, all’archeozoologia, alla paleobotanica e alla storia della produzione ceramica.

 

In vista della presentazione della nuova pubblicazione, abbiamo intervistato la professoressa Lia Barelli e l'archeologa Maria Romana Picuti, curatrici insieme a Michele Asciutti e Roberta Taddei del volume “Oltre le Carte II. L'Abbazia di Santa Croce di Sassovivo presso Foligno e la sua realtà materiale”.

Cosa hanno fatto emergere le diverse campagne di scavo nei pressi dell'abbazia?

Le campagne di scavo della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio che presentiamo in questo volume sono quelle degli anni 2015 e 2016 e completano il quadro già reso noto nel volume precedente, Oltre le Carte I, che riguardava le indagini del 2014. In tale occasione riportammo la scoperta della facciata della chiesa romanica, degli inizi XII secolo, e dell’avancorpo che le era stato anteposto prolungandone la lunghezza.

In questo volume trovano spazio i ritrovamenti riguardanti gli ambienti antistanti all’edificio religioso. In particolare vi trova posto l’approfondimento dedicato alla fornace da campane rinvenuta nell'avancorpo e alle lavorazioni che erano alla base della sua realizzazione. Era prassi comune nel medioevo fondere le campane all’interno degli edifici sacri in costruzione prima che fossero realizzate la copertura e le porte. Al tempo gli artigiani erano itineranti e, anche in considerazione delle difficoltà di trasporto di manufatti di tali dimensioni, le campane venivano realizzate sul posto dove venivano utilizzate. Tale prassi aveva anche un’altra valenza, quella di sacralizzare un atto, quello del passaggio di stato del bronzo, da solido a liquido e poi di nuovo solido, che si riteneva opera del demonio. Il bronzo delle campane pertanto, considerate la voce di Dio per antonomasia, veniva “gettato” in chiesa alla presenza dei committenti, in questo caso i monaci, delle autorità politiche e religiose e del popolo, che insieme recitavano delle preghiere alla Madonna, così come si continua fare ancora ai nostri giorni. All’interno della fornace di Sassovivo, scavata nel terreno e rivestita in laterizio, sono stati rinvenuti grumi di bronzo, avanzi della lavorazione, e un frammento della “tonaca” in argilla utilizzata come forma.

E cosa di nuovo intorno alle sepolture?

Gli approfondimenti riguardanti le sepolture rinvenute all’esterno della chiesa hanno permesso di accertare l’esistenza di tombe ad arcosolio, monumentalizzate cioè da un’arcata soprastante, che abbiamo ritrovato addossate lungo il fianco orientale della chiesa e di accertare quindi la presenza di sepolture di personaggi di rango, così come testimonia anche il rinvenimento di un nastro tessuto con un filo d’oro, che doveva decorare l’abito di un importante defunto. In realtà i corredi che accompagnano le sepolture non sono ricchi, in virtù, crediamo delle leggi suntuarie emanate dal Comune, che tendevano a porre un freno allo sfarzo eccessivo.

E cosa altro possiamo dire sui defunti seppelliti a Sassovivo?

Si segnalano grandi novità provenienti dalle analisi fisiche avviate dall’équipe degli antropologi ungheresi, che attraverso l’indagine sui resti scheletrici ha potuto stabilire la presenza tra gli inumati di uomini, donne e bambini, che sceglievano Sassovivo come loro ultima dimora, in cambio di donazioni di beni o denaro. Trattasi in prevalenza di persone appartenenti al ceto alto, così come dimostra la presenza di individui affetti da obesità e dalla gotta.

Potete farci qualche anticipazione?

Al di là dell’approfondimento degli aspetti paleopatologici, che hanno portato ad esempio al riconoscimento di un individuo affetto da tumore e altri con problemi di artrosi che ha comportato la saldatura delle vertebre, si segnala il caso di un individuo che presenta la fenditura lasciata da un’arma da taglio sulle ossa del braccio, che evidentemente il malcapitato aveva alzato nel vano tentativo di sottrarsi al colpo fatale. A questi si aggiunga una delle scoperte più significative dello scavo, e cioè la presenza di un foro nella calotta cranica di una donna, eseguito in occasione di un intervento chirurgico, così come era prassi in caso di emicrania, ferite o forme di epilessia; questa pratica più diffusa nell’antichità a partire dalla preistoria, è meno attestata invece nel corso del Medioevo e trova a Sassovivo uno dei pochi casi noti. In relazione alle tematiche qui esposte e nella prospettiva di studio futuro abbiamo preso contatti con il Museo della Storia della Medicina dell’Università della Sapienza di Roma con l’intento di comprendere chi avesse effettuato questo tipo di interventi, anche in considerazione della ben nota tradizione ospedaliera dei monaci di Sassovivo e della scuola medica folignate legata alla figura di Gentile da Foligno, il quale visse tra l’ultimo quarto del Duecento e il 1348, anno in cui morì curando i malati di peste. A questo proposito si segnala lungo il fianco della chiesa la presenza di una fossa comune, presumibilmente collegata al dilagare di tale malattia.

Cos'altro contiene il secondo volume di “Oltre le Carte”?

Ricerche sul complesso abbaziale condotte da esperti di varie discipline, dall'archeozoologia alla geologia, dalla storia delle tecniche costruttive e del consolidamento a quella del restauro.

C'è ancora altro da “trovare” a Sassovivo?

C’è ancora molto da scoprire. Le campagne di scavo si sono interrotte in concomitanza della fine dei lavori di restauro dell’abbazia legati alla ricostruzione post-sisma (2017). Non nascondiamo la nostra speranza di potere riprendere un giorno le indagini archeologiche, ma nel frattempo non ci fermiamo, e le nostre ricerche sul complesso abbaziale continuano con l’analisi delle strutture murarie e dei diversi nuclei costruttivi. Gli studi per il prossimo volume della collana che riguardano le indagini dell’ultima campagna di scavo sono già iniziati.

GLI INTERVENTI – Sabato pomeriggio, dopo i saluti istituzionali di Stefano Zuccarini sindaco di Foligno, monsignor Paolo Aquilini Vicario per i Beni Culturali della Diocesi di Foligno, fratel Marco Cosini Comunità Piccoli Fratelli di Jesus Caritas dell’Abbazia di Sassovivo, Annamaria Menichelli del Consiglio di Amministrazione Fondazione Carifol, Daniela Esposito direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio Sapienza Università di Roma ed Ottavio Bucarelli Pro-Direttore del Dipartimento dei Beni Culturali della Chiesa Pontificia Università Gregoriana, prenderanno la parola i professori Molinari e Martines. Ad introdurre e moderare l’incontro sarà Lucia Bertoglio, presidente dell’Archeoclub Foligno. Nell’occasione sarà possibile acquistare il volume.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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