Simone Cristicchi arriva a Foligno. Slitta a febbraio il concerto di Anggun

Il cantautore romano calcherà il palco dell’Auditorium San Domenico con lo spettacolo “Orcolat ’76”, incentrato sul sisma del Friuli. L’evento sarà ad ingresso libero

Simone Cristicchi

Per chi aspettava la data del 16 gennaio prossimo, quando Anguun si sarebbe dovuta esibire sul palco dell’Auditorium San Domenico di Foligno con il suo “The intimate tour”, ci sarà da pazientare ancora un po’. Il concerto dell’artista indonesiana, nota al grande pubblico soprattutto per il brano “Snow on the Sahara”, è infatti slittato di qualche settimana. La cantautrice naturalizzata francese, infatti, si esibirà sì a Foligno, ma il 9 febbraio prossimo. Sempre alle 21.15, sempre all’Auditorium San Domenico.

Secondo quanto si apprende il rinvio sarebbe dovuto “a problemi logisitici e tecnici, non dipendenti - fanno sapere da Athanor Eventi - né dalla volontà dell'artista, né dall’organizzazione stessa”. Il concerto, dunque, ci sarà, ma occorrerà attendere qualche giorno in più.

Intanto Foligno si prepara a dare il benvenuto ad un altro grande artista, Simone Cristicchi. Il cantautore romano sarà in città sabato 12 gennaio con lo spettacolo “Orcolat ’76”. A fare da sfondo all’evento sarà, anche in questo caso, l’Auditorium San Domenico, alle 21.

Sul palco, accanto a Cristicchi, ci saranno anche Maya Monzani, Francesca Gallo, l’Orchestra Oida, quella Instabile di Arezzo e il Coro del Friuli Venezia Giulia, preparato dal maestro Cristiano Dell’Oste e diretto dal maestro Valter Sivilotti.

In scena uno spettacolo che prende le parti dall’Orcolat, “un mostruoso essere - spiegano gli organizzatori - che la tradizione popolare indica come causa dei terremoti in Friuli”. Un racconto dei fatti del 6 maggio del 1976, quando il terremoto colpì il Friuli, con epicentro tra i comuni di Artegna e Gemona. Quella stessa Gemona che Foligno ben conosce, perché dal 2001 le lega un gemellaggio nato proprio in virtù di quel destino comune chiamato terremoto.

L’opera “Orcolat ’76", dunque, è costruita con una raccolta di testimonianze della popolazione sui luoghi del terremoto da parte del poliedrico artista romano “che vuole proporre, con il suo lavoro, un'ulteriore occasione per far conoscere i fatti ma soprattutto trasmettere i sentimenti, la storia di un popolo messo a dura prova”.

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di Redazione

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