Trevi, sul palco del Teatro Clitunno arriva Lino Guanciale con “Itaca” di Davide Cavuti

Intervista al regista abruzzese sullo spettacolo che sarà incentrato sul tema del viaggio e sulla sua amicizia con l’attore. “Abbiamo costruito insieme quest’avventura”

Lino Guanciale e Davide Cavuti

Sarà il viaggio il tema portante di “Itaca”, lo spettacolo teatrale diretto e musicato da Davide Cavuti che lunedì 10 dicembre, approderà con un doppio appuntamento al Teatro Clitunno di Trevi. L’evento vedrà sul palco l’attore Lino Guanciale, che darà voce ai tanti personaggi in scena, provenienti dal mondo della letteratura, del teatro, del cinema e della musica. A pochi giorni dall’evento, la redazione giornalistica di Radio Gente Umbra ha intervistato il regista e compositore Davide Cavuti.

Davide Cavuti, compositore, musicista, regista, ma nasci come ingegnere…

Sono laureato in ingegneria elettromeccanica all’Università de L’Aquila, ma ho iniziato a studiare musica all’età di cinque anni e mezzo e non l’ho mai abbandonata, per cui la mia indole è anche quella di musicista. Poi è arrivato il percorso da compositore, a cui hanno fatto seguito altre migrazioni nel mondo artistico. Però rimango un musicista, amante dei calcoli e della matematica.

E poi sei anche direttore del Centro Ricerche e Studi Nazionale Alessandro Cicognini, grande compositore di musiche da film a cui il Centro dedica annualmente anche un festival che porta, appunto, il suo nome…

Il maestro Cicognini è stato uno dei padri della musica da film a livello internazionale. Quando nel ’36 si avvicinò al mondo del cinema pensava che il cinematografo, come lo amava definire, potesse sostituire il melodramma. E fu uno degli inventori di questo commento musicale alle immagini. Insieme a Nino Rota rappresenta uno dei pilastri della musica da film. È autore delle musiche di film come “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Pane, amore e fantasia”, “La banda degli onesti”, “Guardie e ladri” e “Don Camillo”. Purtroppo è poco conosciuto, perché a fine degli anni Sessanta decise di ritirarsi, all’età di 60 anni con oltre 300 colonne sonore composte. E questo lo ha fatto dimenticare da molti, ma le sue musiche sono impresse in pellicole che hanno fatto la storia della cinematografia, quindi non può essere cancellato dal mondo del cinema. Io come compositore e musicista sto cercando di riscoprirlo. Tra l’altro era originario della mia stessa città Francavilla al Mare e quindi era un dovere, oltre che un piacere, ridare luce a queste opere straordinarie che ha firmato. 

Tra pochi giorni, il 10 dicembre prossimo, però, sarai in Umbria. Sarai a Trevi, al Teatro Clitunno, dove porterai un tuo spettacolo teatrale che si intitola Itaca. Ne hai curato la regia, hai composto le musiche. Cos’è Itaca? Senza svelare, però, chi ci sarà sul palco…

Itaca è un viaggio che parte ovviamente dall’isola di Ulisse, eroe di Omero ma anche di Dante, D’Annunzio e di Pascoli, di tutti questi grandi scrittori e poeti che abbiamo avuto nella storia della letteratura. Ci saranno immagini, pensieri, racconti che non saranno però mai astratti. Questo è quello che il pubblico avverte durante lo spettacolo. Si parlerà del mare, della vita, della libertà, della speranza, della voglia di ricominciare. I temi che costituiscono lo spettacolo sono questi. Io ho firmato la regia e le musiche, mentre l’impostazione l’abbiamo condivisa io e l’attore che ne sarà protagonista. 

Com’è nato questo progetto?

L’ho pensato insieme al protagonista, con il quale ho iniziato a collaborare anni fa grazie a Michele Placido che ci coinvolse in uno spettacolo nel 2009 ed è pensato proprio per lui. È un racconto di esperienze, le sue ma anche quelle che abbiamo condiviso. Ed è stato naturale concepire questo spettacolo, pensato inizialmente per le scuole. Poi, invece, con il produttore Stefano Francioni abbiamo pensato di portarlo anche nei teatri, riscuotendo un apprezzamento notevole da parte del pubblico, con lo spettacolo quasi sempre sold out. Per cui non possiamo che ringraziare gli spettatori ovviamente per la fiducia e la stima. 

Il tema per eccellenza è il viaggio. Cosa significa per te?

Viaggiare è fondamentale perché ci fa esplorare luoghi che non conosciamo. La scommessa del futuro dovrebbe essere quella di continuare sempre ad esplorare e viaggiare. Il viaggio di Ulisse, in realtà, parte da un punto zero, si evolve ma poi ritorna all’origine. Quindi ritroviamo una certa circolarità che è tipica della vita e di quello che ci accade anche quotidianamente, compreso il legame con le proprie radici. Questi sono i sentimenti che cerchiamo di trasmettere durante lo spettacolo. Ovviamente non sarà poi così serio. Ci saranno anche autori simpatici come Ennio Flaviano e lo stesso Alessandro Cicognini…

E poi c’è un altro elemento fondamentale che hai nominato, che è il mare e che viene considerato un po’ una sorta di comune denominatore tra tutti i personaggi raccontati e tutti i luoghi visitati e che fa parte anche della tua vita…

Io abito al mare e non potevo non metterlo anche in questa esperienza teatrale. Il mare che, come dico anche nelle note di regia, è padrone di ogni avventura e sventura. È graffiante, è irresistibile. Poi ci sono i versi dei grandi poeti che guardano al mare come il Leopardi nell’Infinito e l’Ulisse di Dante. Delle pietre miliari che comunicheremo anche nello spettacolo. 

E ora arriviamo al tuo compagno di viaggio, colui che dà voce ai tanti personaggi…

È il grande Lino Guanciale, un attore straordinario di cinema, tv ma soprattutto di teatro. Un attore veramente completo e per me è un onore stargli accanto in questa avventura e spero anche nelle prossime. Lino è il migliore attore della sua generazione per completezza e per capacità di interpretare qualsiasi ruolo. Secondo me negli anni vedremo anche altre cose che lui ha nelle corde e lo apprezzeremo nella sua interezza. Non solo per le fiction, dunque. Lui è noto soprattutto per queste, dov’è assolutamente bravissimo, ma nel teatro è superlativo. 

A lui, quindi, il compito di raccontare la tua “Itaca”, anzi gli hai vestito addosso questo spettacolo. Perchè?

Ci siamo scambiati delle mail, delle telefonate, ci siamo anche visti costruendo insieme lo spettacolo. Io avevo un’idea e lui aveva la mia stessa idea, è stato un rapporto simbiotico. Poi ci sono delle esperienze sue, di come si è avvicinato al mondo dell’arte e del cinema che sono molto simpatiche, sono piene di emozioni, esperienze in cui ricorda la sua famiglia. Quindi è stato molto semplice lavorare con lui. È un attore molto preparato, a cui mi accomuna la voglia di comunicare il mondo della poesia con facilità e con molto amore. Cito, ad esempio, un frase di Jim Morrison, che riportiamo anche nello spettacolo, in cui diceva che ‘la poesia la senti quando hai i lupi dentro’. Ecco, noi comunichiamo questa forma di poesia. Quindi una poesia che è rivolta ai giovani, li avviciniamo a queste parole e secondo me è un momento di riflessione importante anche per il mondo giovanile. Il nostro non vuole essere il solito teatro, ma ci piace definirlo pop. 

Tra l’altro voi siete due amici di vecchia data che si sono ritrovati. Come se ognuno di voi avesse fatto un proprio viaggio e poi, come dicevi tu poco fa, siete tornati al punto di partenza e vi siete ritrovati…

Noi siamo entrambi abruzzesi, io di Francavilla al Mare e lui di Avezzano, non ci conoscevamo e ci siamo incontrati nel 2009 nell’ambito dello spettacolo “I fatti di Fontamara" di Michele Placido. Io ero arrivato in prova un po’ tardi, lui stava già provando e sono rimasto veramente colpito. Poi abbiamo fatto la tournée insieme. Tra l’altro lo spettacolo era dedicato ai terremotati de L’Aquila, dopo il sisma del 6 aprile del 2009 che sconvolse l’Abruzzo e ci unì anche questo sentimento. Nel 2010 ci siamo trovati in “Vallanzasca”, lui come attore, io invece collaboravo alle musiche, sempre per la regia di Michele Placido, a cui dobbiamo questo sodalizio e che non finirò mai di ringraziare. Poi ognuno ha proseguito per la sua strada e ci siamo ritrovati qualche anno fa e abbiamo deciso di fare questo percorso insieme con “Itaca”. Lino, tra l’altro, ha anche fatto parte del mio film “Un’avventura romantica” dedicato al maestro Cicognini, in cui interpreta la parte di un giornalista. Per cui siamo trovati anche in altri lavori.

Tornando ad Itaca, va però detta anche un’altra cosa. E cioè, che Lino Guanciale non sarà da solo sul palco. E questo perché tu lo accompagnerai con la tua musica. 

La performance prevede anche la mia partecipazione. Io dicevo all’inizio che nasco come musicista, quindi mi piace anche suonare dal vivo, e sarò con lui sia durante questi momenti musicali sia in momenti di commento alle parole di questi grandi artisti che abbiamo citato prima. 

A proposito di queste musiche, come le descriveresti…

C’è un tema portante che accompagna tutto lo spettacolo, che mi emoziona e che spero emozionerà anche il pubblico. Lo suonerò con la fisarmonica che è il mio primo strumento e sarà intriso di emozioni. 

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di Maria Tripepi

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