L’Umbria riparte anche dal patrimonio culturale: in mostra i beni danneggiati dal sisma

Nel mese di aprile la Rocca di Spoleto ospiterà l’esposizione delle opere restaurate provenienti dalla Valnerina e dal Centro Italia

Terremoto 2016 a Norcia (foto Vissani)

Le opere d’arte recuperate nei territori umbri colpiti dal sisma in mostra alla Rocca di Spoleto. È l’iniziativa in agenda per il prossimo mese di aprile, prima delle festività pasquali. “Il messaggio che vogliamo lanciare con questa iniziativa – ha detto a questo proposito l’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini – è che la comunità umbra sa reagire e collaborare per realizzare interventi altamente qualificati di recupero, ma non solo. Così facendo si vuole far vedere come la quasi totalità del territorio e dei musei non è stato ferito dal sisma ed è pienamente fruibile”. Il progetto, promosso dalla Regione, si avvale anche del sostegno del ministero dei Beni culturali. Era stato infatti lo stesso ministro Dario Franceschini, durante la sua visita a Norcia e Spoleto, a sposare l’iniziativa. Il tutto grazie anche alla collaborazione con il Comune e l’Archidiocesi di Spoleto. In mostra ci saranno opere provenienti dalle chiese colpite dal sisma o accolte nel deposito attrezzato di Santo Chiodo per motivi di inagibilità della struttura. A queste potrebbero aggiungersi, poi, due opere provenienti dalle Marche e due dal Lazio, presenti già alla Rocca di Spoleto per l’esposizione “Ospiti in Rocca”, dedicata alle opere d’arte tratte in salvo in Valnerina e nel Centro Italia, che si aprirà il 10 marzo prossimo e farà da anteprima alla nuova mostra. “Esporremo sette opere umbre provenienti dal primo lotto di restauri sostenuti dai Musei Vaticani – ha proseguito l’assessore Cecchini - ed altre cinque che sono attualmente in carico all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Altre opere da esporre provengono dal deposito attrezzato di Santo Chiodo e che verranno selezionate con la Soprintendenza in funzione delle loro condizioni di conservazione e di restauro. Uno spazio significativo – ha quindi concluso la titolare regionale alla cultura - verrà poi dedicato alla presentazione di tutto quello che non è stato colpito dal sisma. È l’immagine forte di ripresa che parte dal Sistema museale regionale per proporre un territorio vitale e propositivo”. Ogni singola opera sarà accompagnata da informazioni essenziali, fra cui il luogo di provenienza. All’interno della mostra, poi, fotografie e filmati che aiuteranno a contestualizzare i beni e a dare un’idea delle operazioni di recupero messe in atto dai vigili del fuoco. Contemporaneamente, infine, potranno essere organizzati eventi e convegni legati al tema del terremoto e della ricostruzione e visite programmate al laboratorio di restauro a Santo Chiodo di Spoleto.  

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di Redazione

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