Il Bacio chiama e il Sagrantino risponde: insieme per valorizzare l'Umbria

Dopo le parole del manager Nestlè Toia arrivano quelle di Pambuffetti: “ Due marchi riconosciuti e riconoscibili, irripetibili altrove”

Amilcare Pambuffetti con Donatella Tesei (foto Pier Paolo Metelli)

“E' impensabile che il Bacio venga prodotto altrove. Per capirci: è come se parlassimo del Sagrantino”. Con queste parole Gianluigi Toia, responsabile delle relazioni industriali di Nestlé, dopo la firma per lo stabilimento Perugina spiega l'intenzione di impegnare gran parte degli investimenti sul marketing per la famosa pralina di cioccolato e lancia una "sfid"a al “collega” Sagrantino. Da Montefalco arriva l'assenso di Amilcare Pambuffetti, presidente del Consorzio Tutela Vini: “Il Bacio e il Sagrantino rappresentano due delle più importanti eccellenze enogastronomiche umbre. La loro forza sta nell’essere due marchi riconosciuti e riconoscibili, ma allo stesso tempo irripetibili altrove, grazie al forte legame che mantengono con la loro terra d’origine – dichiara. – Per valorizzare l’unicità territoriale è necessario, dunque, che le nostre eccellenze intraprendano un percorso condiviso che abbia come fine ultimo la promozione dell’Umbria stessa”. Quando si parla di Sagrantino è inevitabile il collegamento alla terra da cui ha origine. Proprio l'unicità e il legame con il territorio rappresentano il successo di questo prodotto ormai conosciuto in tutto il mondo. Cioccolato e vino, un abbinamento possibile ma non troppo facile almeno per quanto riguarda il palato, insieme quindi per intraprendere un percorso per dare all'Umbria la visibilità che merita.

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di Giusy Ribaudo

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