I “Borghi più belli d’Italia” applicano il modello Bevagna per valorizzare il patrimonio artigianale

Entra nel vivo la convenzione tra l’associazione regionale guidata da Antonio Luna e la Confartigianato di Mauro Franceschini per la promozione di saperi ed eccellenze

Un particolare del Mercato delle Gaite (foto Vissani)

“I Borghi più belli d’Italia in Umbria” ripartono dall’artigianato. Entra nel vivo, infatti, la convenzione firmata alla fine dello scorso anno tra l’associazione guidata da Antonio Luna e Confartigianato Imprese Umbria del presidente Mauro Franceschini. Dopo la firma del documento applicativo che definisce il piano di lavoro per il biennio 2019-2020, ora si guarda all’artigianato regionale come primo step per la “tutela del patrimonio culturale immateriale delle piccole comunità regionali”.

Due gli ambiti su cui si andrà a lavorare: da una parte attraverso la salvaguardia identitaria dei saperi e delle sue potenzialità, e dall’altra la valorizzazione turistico-produttiva delle eccellenze presenti. L’idea è quella far incontrare il concetto storico di “bottega” con quello sviluppato di “fabbrica” e quello moderno di “atelier” per dar vita ad una proposta unitaria. In quest’ottica sono stati individuati tre modelli appartenenti ad altrettante realtà umbre da applicare a tutti i borghi che fanno parte del circuito.

Il primo modello è quello della “bottega” di Bevagna con il suo artigianato medievale finalizzato a manifestazioni culturali. Un punto di forza del turismo bevanate, capace di attrarre turisti ed appassionati ai quali far conoscere l’artigianato attraverso visite itineranti dei mestieri rappresentati. C’è poi il modello Deruta con le sue fabbriche di ceramica ed infine quello di Paciano con la sua idea di atelier.

“Non si tratta solo di semplici attività di recupero dell’artigianato umbro prima che scompaia - ha commentato Antonio Luna -. L’obiettivo è piuttosto quello di regionalizzare i modelli esistenti adottando le nuove leve di produzione e promozione, favorendo il recupero di stile, design e ingegno locale, in grado però  di sposarsi con professionalità italiane e straniere che accettino la sfida di venire a produrre, in modalità ITC e 4.0 nei Borghi Umbri”.

Il documento siglato tra l’associazione dei “Borghi più belli d’Italia in Umbria” e Confartigianato si articolerà in più fasi, di cui le prime tre saranno da completare entro la prossima primavera, mentre le restanti entro il 2020.

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di Redazione

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