Che fine ha fatto l'ex Ebm? Chiusa la sede di Foligno, quasi tutti i lavoratori si sono licenziati

Dall'ultimo giorno del 2018 lo stabilimento di via Bettini ha sbarrato le proprie porte. In pochissimi hanno deciso di accettare il trasferimento a Roma

L'ex Ebm di Foligno

Che fine ha fatto l'ex Ebm di Foligno? Una domanda che probabilmente qualcuno si sarà posto. Dopo il clamore mediatico di questa estate, sull'eccellenza biomedicale cittadina si sono spenti i riflettori. Quello che si sapeva, è che la vita della sede folignate era già segnata. Cerchiata in rosso, dopo l'accordo sindacale, la data del 31 dicembre. Con la fine del 2018, era risaputo che lo stabilimento di via Bettini avrebbe chiuso i battenti. E allora sarebbe più corretto porsi un'altra domanda. Che fine hanno fatto i circa 60 dipendenti? Alle lettere di trasferimento per la sede di Roma inviate da Althea (gruppo che ha rilevato l'Ebm), hanno risposto in pochissimi. Circa sette i dipendenti che si sono armati di coraggio ed hanno accettato di andare a lavorare nella sede laziale a metà strada tra la Capitale e Fiumicino. Altrettante le persone che avevano deciso di licenziarsi ancor prima del patto tra le sigle sindacali e i vertici aziendali. Tolti i contratti a termine non rinnovati e gli stagisti, il resto dei dipendenti ha deciso di uscire dall'ex Ebm non accettando il trasferimento. Una trentacinquina le persone che si sono licenziate e che ora godranno di altre tredici mensilità e di due anni di Naspi. Pochissimi hanno invece provato l'esperienza capitolina, salvo tornare sui loro passi ed usufruire ora di sole sette mensilità in più. Per tutti, trovare un altro posto di lavoro è difficilissimo. Esiguo il numero di coloro che hanno già trovato una nuova collocazione. L'annunciata chiusura dell'ex Ebm non ha avuto quel lieto fine che tutti si aspettavano, visto che sulla vertenza si erano pronunciate anche le istituzioni locali e regionali. Il sindaco Nando Mismetti aveva chiesto il supporto di palazzo Donini, con il governo umbro che si era detto pronto a “valutare ogni possibile azione, compresa l'attivazione delle istituzioni nazionali”. Alla fine, la Regione non ha potuto far leva nemmeno sull'appalto vinto dall'Ebm per la gestione e manutenzione delle apparecchiature sanitarie delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie locali. Tra i rumors di fine estate, anche quello che vedeva una cordata di imprenditori del posto interessati a rilevare il ramo d'azienda. Una possibilità che era stata salutata in maniera favorevole anche dall'assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini. Dall'agosto dello scorso anno ad oggi però, tutto tace.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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