Confindustria, ultime ore da presidente per Giuseppe Metelli: “Ecco i miei sei anni”

L’uscente numero uno dell’associazione degli industriali traccia un bilancio del suo mandato. “Qualche rimpianto c'è, ma abbiamo sempre affrontato i problemi”

Giuseppe Metelli (foto di Alessio Vissani)

Dopo sei anni da presidente territoriale di Confindustria, Giuseppe Metelli si prepara a passare il testimone al suo successore. L’associazione degli industriali punta sull’imprenditore folignate Paolo Bazzica, anche se l’ufficialità si avrà solo al termine dell’assemblea dei soci in programma per martedì 19 luglio. E in attesa che il prossimo numero uno di Confindustria tracci la strada per il futuro, al presidente uscente Giuseppe Metelli spetta il compito di fare un bilancio tanto della situazione in cui versa il comparto industriale quanto della sua esperienza ai vertici dell’associazione degli industriali. Uno sguardo a 360 gradi su quello che è stato e quello che dovrebbe essere, raccontato ai microfoni di Radio gente Umbra.

Giuseppe Metelli, doppio mandato come presidente di Confindustria e pronto a lasciare il testimone al nuovo numero uno. Che bilancio traccia guardando al mondo industriale?

Lo stato di salute, o di malattia a seconda dei casi, in cui si trova il settore in cui ho operato, ci dice che quello Folignate è stato e continua ad essere uno dei territori più floridi sotto alcuni punti di vista. Abbiamo la fortuna di avere in questi luoghi aziende importanti a livello internazionale e questo fa sì che ci sia questa scarsa constatazione di quella che è un po’ la crisi che sta vivendo l’Italia. Ci sono degli imprenditori che hanno avuto la capacità di fondare aziende che oggi risentono meno della crisi nazionale avendo mercati in tutto il mondo. Penso alle aziende della meccanica e meccanica fine e tutto quello che ruota attorno a questo mondo tecnologicamente avanzato. Sotto questo punto di vista siamo messi molto bene, soprattutto grazie alla lungimiranza ed alle capacità di questi imprenditori. È anche vero poi che il contesto in cui operiamo ci riporta a considerazioni più generali, perché, se andiamo ad analizzare i vari settori per capirne l’andamento, si vede che le cose vanno piuttosto male un po’ come in tutto il resto d’Italia.

Quali sono le previsioni per il futuro a livello industriale?

Io credo che settori come quello della meccanica e meccanica fine siano in continua espansione, per cui da quel punto di vista dovremmo essere abbastanza tranquilli. Anzi addirittura, probabilmente, ci sarà un incremento dei livelli occupazionali. Per quanto riguarda il resto, guardo ad esempio all’edilizia che ormai si potrebbe definire un settore pressoché estinto. Ci sarebbe il discorso delle grandi opere sì, ma riguarda il sistema nazionale. Fintanto che continueremo a spendere i soldi che provengono dalla fiscalità e dall’Europa per la gestione di questa mastodontica macchina che è la burocrazia della pubblica amministrazione sia a livello centrale che locale, non riusciremo a venirne fuori. Con questa situazione davanti è difficile pensare che ci siano poi le risorse per fare investimenti produttivi che ci permetterebbero di essere all’altezza di altri Paesi con cui siamo in concorrenza, come quelli dell’Europa del nord a cominciare dalla Germania.

Di solito, arrivati a questo punto si chiede qual è la “ricetta”, anche se poi magari non è il termine più corretto da utilizzare. Quindi, qual è la ricetta di Giuseppe Metelli per far ripartire il sistema produttivo italiano?

Quello che dico da sempre è che questo Paese andrebbe rivisto, andrebbe rivisitato nel suo sistema. Penso che se noi riuscissimo a fare questa cosa, con tutti i soldi che si potrebbero risparmiare si potrebbe dare spunto e forza a nuovi investimenti per le infrastrutture, fronte su cui siamo oggettivamente indietro. È vero che viviamo in un Paese che ha una conformazione particolare, lungo e stretto e con l’Appennino a tagliare in mezzo, però credo che un po’ meglio si può e si sarebbe potuto fare. Se riuscissimo a fare questo, probabilmente potremmo contare su un futuro migliore.

Tornando alla suo doppio mandato di presidente di Confidustria, che esperienza è stata?

Devo ringraziare i colleghi che mi hanno votato e sostenuto. Insieme abbiamo cercato di fare sempre discorsi positivi, proposte che fossero in qualche modo previsione di futuri migliori. Questo è quello che abbiamo fatto e che il prossimo presidente e il consiglio direttivo continueranno a fare anche in futuro.

Ha qualche rimpianto o crede di aver raggiunto tutti gli obiettivi che si era dato ad inizio mandato?

I rimpianti sicuramente ci sono. Ci sono sempre, anche se una persona ci mette tutto l’impegno possibile. Quando si tirano le somme si pensa che si sarebbero potute fare più cose, che si sarebbero potute fare forse meglio. Sicuramente abbiamo operato in un contesto difficile, mandando avanti le nostre aziende per preservarle da rischi e pericoli e contemporaneamente tenendo sotto controllo la situazione di un territorio ampio, che ricomprende ben otto Comuni umbri. Un po’ d’impegno c’è stato, però siamo abbastanza soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Abbiamo sempre cercato di essere realisti, perché è inutile girare intorno ai problemi. Se c’è un problema va verificato e affrontato alla ricerca di una soluzione. Spesso, invece, le cose si accantonano, si mettono da una parte in attesa di tempi migliori. Ma quando il tempo passa la situazione poi si aggrava e questo è quello che sta succedendo un po’ a Foligno a livello politico. Non bisogna però dimenticare che la città è di tutti, dell’amministrazione, della maggioranza e dell’opposizione, ma anche dei cittadini e degli imprenditori. È di tutti noi e il consiglio comunale dovrebbe essere il luogo in cui le necessità e le idee di tutti questi soggetti si incontrano e si scontrano, arrivando però ad un punto di chiusura che tenga conto delle varie esigenze espresse e avendo sempre come obiettivo il miglioramento di quelle che sono le condizioni dei cittadini di Foligno.

Ora che questa fase da presidente di Confindustria si sta per chiudere cosa farà Giuseppe Metelli nel tempo che gli rimarrà libero?

Penso che lo dedicherò per buona parte alla famiglia ovviamente. E quello che rimarrà, lo vorrei impiegare per cercare, insieme a Pierluigi Mingarelli, di migliorare ancora di più la ‘nostra’ Festa di scienza e filosofia che secondo me ha dei margini di crescita importantissimi. Sperando di darle quella qualità che merita una manifestazione che cresce ogni anno di più e diventa sempre più bella.

Confindustria punta su Paolo Bazzica come successore di Giuseppe Metelli…

Si, é il candidato alla presidenza. Non si può anticipare nulla, ma mi pare che sia più che scontato e meritato.

Un augurio al prossimo presidente...

Gli faccio un calorosissimo in bocca al lupo e gli auguro di avere la forza – e credo che Paolo ce l’abbia tutta – per cercare di stare sempre dalla parte degli imprenditori in qualsiasi momento, perché in questo modo si salvaguarda la società. L’augurio è quello di trovare il meglio in tutto quello che farà e, per quello che servirà, sarò sempre a disposizione.  

Logo rgu.jpg

di Maria Tripepi

Aggiungi un commento