Dal Tibet a Foligno: un gruppo di giovani agricoltori porta le bacche di Goji in Umbria

Tra le prime realtà in Italia a produrre il “diamante rosso”: la scommessa di un'azienda agricola di Fiamenga

 

I fratelli Santocchi dietro il campo delle bacche di Goji (foto Alessio Vissani)

E' la scommessa di un gruppo di giovani agricoltori folignati che hanno deciso di puntare su quello che i cinesi definiscono il “diamante rosso”. Stiamo parlando del Goji, la pianta che cresce nelle valli himalayane ed in particolar modo in Tibet, che ora viene coltivata anche a Foligno. Le sue bacche sono un energizzante naturale. In Oriente vengono considerate da più di 2000 anni un rimedio naturale che aiuta a mantenere l'organismo in salute. Chiamate anche “frutto della longevità”, sono ricche di fibre e fonte di manganese ed avrebbero potenti qualità anti-age. Da circa un anno il Goji è stato trapiantato nell'azienda agricola di Guido Santocchi, che insieme ai figli Simone e Andrea e ad Alessio Sguerra hanno dato vita ad una scommessa sin qui vincente. Insieme a mamma Maria Patrizia e alle mogli Catia, Daniela e Monica, hanno dato vita ad un esperimento che – è proprio il caso di dirlo - ha già dato i suoi frutti. “Tutto è partito due anni fa, quando ci hanno parlato delle bacche come potente antiossidante – spiegano i fratelli Santocchi – abbiamo allora deciso di seminare mille piante di Goji. Eravamo un po' scettici, perché non sapevamo se si sarebbero adattate al nostro clima – proseguono – ed invece già dalla scorsa estate abbiamo potuto raccogliere qualcosa”. In questi mesi è arrivata l'iscrizione al Rup, con i tecnici regionali che hanno fatto visita al loro terreno. “Le bacche sono inoltre state fatte analizzare anche dall'Università di Perugia – spiega il gruppo di giovani agricoltori – e possiamo dire che siamo tra i primi in Italia a coltivare queste piante, riuscendo a produrre prodotti freschi e non importando solamente quelli essiccati. Forse è il primo caso – affermano scherzando – che noi italiani copiamo i cinesi”. Che riscontri avete avuto sin qui? “Il 90% delle persone non conosce questo frutto e nemmeno le sue qualità – affermano – ma per noi è diventato un alimento insostituibile”. Simone Santocchi di professione è uno chef e giura: “Ci si può preparare tutto. Dagli antipasti ai primi, passando per secondi e dolci. Le ho provate anche con gli gnocchi al Sagrantino”. E così come il famoso vitigno del montefalchese, anche le bacche devono essere trattate con i “guanti”. Vanno infatti colte una a una, senza compromettere il picciolo. Le piante hanno una vita media di 50/70 anni e quelle fatte crescere dai giovani agricoltori folignati dovrebbero entrare a pieno regime tra circa tre anni, per una produzione massima di 8 chili ognuna. “Per noi – sostengono in coro i produttori folignati – questa è una scommessa ed un secondo lavoro. Speriamo che presto possa la nostra principale attività, certificando le nostre bacche come prodotto bio”.

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di Redazione

Commenti

in verità il primo a Foligno ad avere iniziato la coltivazione dei goji è Gianluca Bazzica che già 3 anni fa ha piantato oltre 1.500 piante. mi sorprende che un giornale serio come il vostro pubblichi notizie non veritiere. Saluti Francesca
Buonasera, grazie della segnalazione, ma nell'articolo non si parla di "primi a Foligno ad aver iniziato la coltivazione", bensì del fatto che l'agricola Santocchi è tra le prime in Italia. Abbiamo semplicemente raccontato la storia di un gruppo di giovani che hanno intrapreso questa attività
Buonasera! Sono contento di non essere l'unico ad aver intrapreso questa avventura. Conosco Andrea e so quali sacrifici abbia fatto per realizzare la sua coltivazione di goji. I frutti di queste piante hanno delle proprieta' incredibili e consiglio a tutti di provare le bacche di goji fresche. Fresche si possono trovare in estate. Io ne mangio 30 grammi al giorno, preferibilmente al mattino. Ricordo che in commercio si trovano tantissimi tipi e di diverse provenienze; assicuratevi che quelle che scegliete non siano trattate chimicamente, perché essendo un frutto molto dolce, in natura e' spesso "visitato" dagli insetti che ne sono golosissimi. Provatelo tutti!!!
Buongiorno! Se possibile, mi farebbe piacere sapere chi presso l'Università di Perugia ha analizzato le vostre bacche. Si tratta di analisi chimiche? oppure biologiche? Grazie

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