Dazi Usa, salvi vino e olio umbri. Antonelli: “Per ora rischio scongiurato”

Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco necessario trovare un accordo. Si ferma invece il mercato cinese e scatta anche la preoccupazione per il clima

Vino in bottiglia (foto Alessio Vissani)

Tirano un sospiro di sollievo i produttori di olio e vino italiani. Il rischio di dazi fino al 100 per cento paventato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato scongiurato. “Almeno per ora”, come tiene a sottolineare il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Filippo Antonelli. “Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, sì - ha commentato intervenendo ai microfoni di Radio Gente Umbra - ma non sappiamo quanto durerà. Ecco perché è necessario - ha proseguito - che ci si sieda al tavolo e si trovi un accordo”.

E mentre si “naviga a vista e si vive alla giornata” per dirla con le parole del presidente Antonelli, il mercato si è finalmente riaperto, dopo uno stop di due mesi. Il blocco dei commerci era scattato nel periodo natalizio, con gli importatori spaventati dall’idea di doversi accollare il rischio di eventuali tasse mentre la merce era in mare. “Abbiamo dovuto fare i conti con uno slittamento degli ordini, che speriamo di poter recuperare ora” ha spiegato a questo proposito il presidente Antonelli, sottolineando comunque come il mercato nei mesi di gennaio e febbraio sia però tutto sommato tranquillo. Non hanno avuto, invece, la stessa fortuna i cugini francesi, che invece dovranno fare i conti con dazi del 25 per cento, così come accade peraltro con altri prodotti del “Made in Italy”, a cominciare dal parmigiano reggiano.

Per un fronte che si riapre, come quello statunitense appunto, ce n’è però un altro che si chiude. Il riferimento è, in questo caso, al fronte asiatico ed in particolare alla Cina per via del coronavirus. “Come Consorzio - ha detto Antonelli - avevamo previsto delle azioni che invece andranno spostate all’anno prossimo, anche perché molte fiere sono già state annullate”. Anche in questo caso a pagare il prezzo più alto è stata la Francia. “In Cina - ha commentato il presidente del Consrozio montefalchese - sono loro a farla da padrone, mentre noi siamo più forti sul terreno americano. Ad ogni modo, quello cinese, è un mercato che sta crescendo molto anche per noi, per cui la speranza è che si risolva tutto al più presto”.

Mercati a parte, a preoccupare i viticoltori umbri, a cominciare da quelli di Montefalco, è anche la questione climatica. “Siamo di fronte ad un inverno molto asciutto - dichiara Filippo Antonelli - perchè sono due mesi che non piove, anche se comunque le piogge possono arrivare in primavera. Ciò che ci mette più paura in questo momento è il caldo che favorisce una germogliazione anzitempo delle viti, per cui se dovesse arrivare come di consueto qualche gelata primaverile c’è il rischio di un disastro. La preoccupazione è tanta - ha quindi concluso - ma si può far poco su questo fronte”.

Intanto Montefalco si prepara al primo grande evento di questo 2020: lunedì 24 e martedì 25 febbraio torna, infatti, Anteprima Sagrantino, che accenderà ufficialmente i riflettori tra addetti ai lavori e stampa internazionale sulla vendemmia 2016.

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di Maria Tripepi

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