Ex Merloni, anche il Governo chiede di ritirare i licenziamenti

Lunedì incontro con i sindacati: c'è la volontà condivisa di non trovare accordi sulla procedura di mobilità. Assente la Regione Umbria: "Non siamo stati convocati formalmente"

Assemblea dei lavoratori della ex Merloni

Sulla vertenza ex Merloni, Governo e sindacati sono d’accordo rispetto alla necessità di ritirare i licenziamenti. Volontà condivisa emersa lunedì a Fabriano, durante il tavolo istituzionale sulla vertenza Indelfab tra Fim Fiom e Uilm di Marche ed Umbria, insieme alle rispettive confederazioni, ed il sottosegretario al Mise, Alessia Morani. Per l’occasione, presenti anche i sindaci e gli amministratori dei Comuni interessati, quelli cioè di Fabriano, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, e l’assessore della Regione Marche, Loretta Bravi. Segnata assente all’appello, invece, la Regione Umbria. Durante il meeting, le organizzazioni sindacali hanno ribadito unitariamente che non esiste alcuna disponibilità ad accordi sulla procedura di mobilità. "È indispensabile il ritiro della procedura - hanno, infatti, rimarcato Fim, Fiom e Uilm - e una piena garanzia della continuità di sostegno al reddito dopo il 6 settembre, per la tenuta sociale dei territori". Il Governo, dal canto suo, si è impegnato ad individuare soluzioni con le istituzioni locali e le parti sociali al fine di fornire prospettive occupazionali reali ai territori, con o senza l’imprenditore. Da qui l’apprezzamento delle organizzazioni sindacali espresso rispetto alle proposte della sottosegretaria Morani e delle istituzioni, che hanno già chiesto all’azienda il ritiro della procedura e prospettato la ricerca di possibili soluzioni, anche alla luce degli strumenti messi a disposizione dal decreto Rilancio. I sindacati hanno però rimarcato l’assoluta necessità di costruire “prospettive di lungo periodo” in grado di riportare lavoro e sviluppo in quelle che oggi hanno le fattezze di vere e proprie “cattedrali nel deserto” delle aree interne umbre e marchigiane. Nei prossimi giorni, infine, i sindacati convocheranno le assemblee con i lavoratori in attesa della convocazione al Mise, prevista dalla sottosegretaria entro la metà di settembre. LA REGIONE UMBRIA - "La Regione Umbria non era presente al tavolo di Fabriano, in quanto non formalmente convocata da chi ha promosso l'iniziativa". Con una nota diffusa nella giornata di martedì, la Regione dell'Umbria ha spiegato il motivo della sua assenza al tavolo con il Governo di lunedì.  “Continuiamo a monitorare la vicenda - ha detto l'assessore regionale Michele Fioroni - con attenzione, data la significativa incidenza sull’apparato produttivo dei territori e riteniamo necessario avviare un percorso in grado di darle soluzione positiva. Abbiamo infatti prontamente richiesto in data 20 agosto 2020 la convocazione di un tavolo urgente al Ministero dello Sviluppo Economico considerati gli sviluppi recenti che hanno riguardato la J.P. Spa". 

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di Matteo Castellano

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