Foligno, Althea: “Mai parlato di esuberi”. I timori della Cgil: “La sede spostata a Roma”

Per l’azienda leader nei servizi integrati per la sanità che ingloba l'Ebm, la presenza in Umbria non è in discussione. Giovedì il piano di riorganizzazione arriva sul tavolo del Mise

I lavoratori Ebm manifestano davanti alla sede dell'azienda

“Mai parlato di esuberi”. E’ quanto fanno sapere da Althea, azienda leader a livello europeo nei servizi integrati per la sanità, all’interno della quale, a partire dal prossimo primo luglio, confluiranno diverse realtà biomedicali italiane, tra cui l’Ebm di Foligno. Dichiarazioni che arrivano all’indomani dello stato di agitazione promosso dai sindacati e dalla manifestazione svolta dai lavoratori dell'azienda biomedicale. A dipendenti e sigle sindacali, nelle ultime ore hanno fatto da eco anche le affermazioni della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. Maria Grazia Carbonari ha chiesto un incontro immediato a palazzo Donini, rilanciando lo stato di preoccupazione manifestato negli scorsi giorni da Cgil, Cisl e Uil, parlando di “concreto rischio” della scomparsa dell’Ebm, “lasciando a casa - aveva detto - 200 dipendenti in Umbria, di cui 65 solo a Foligno”. Rischio che però, oggi, Althea smentisce. “Con riferimento all’Umbria - spiega infatti una nota dell’azienda - si conferma la volontà di mantenere la propria presenza sul territorio”. E “su quanto riportato nelle ultime settimane da alcuni organi di informazione - prosegue - non si tratta in alcun modo di numeri corretti e corrispondenti alle strategie del Gruppo”. Tutti tranquilli, dunque? Non ancora. La strategia d’azione di Althea, infatti, si conoscerà solo il 14 giugno prossimo con un incontro al Mise, ma secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda “il piano di riorganizzazione permetterà al Gruppo di operare con un approccio commerciale e operativo integrato, unico in Italia, rafforzando la posizione di leadership dell’azienda nel settore dell’ingegneria biomedicale”. E sul fronte lavorativo si dice pronta “a mantenere un dialogo continuativo con le parti sociali e un confronto franco e diretto, per mettere in campo tutte le opportune azioni volte a limitare al massimo l’impatto sociale derivante dal processo di riorganizzazione”. Anche perché, come riportato nella stessa nota, “l’Italia è uno dei mercati chiave, in cui il Gruppo genera oltre la metà dei ricavi complessivi e in cui intende continuare ad investire”. NUOVA MANIFESTAZIONE – Intanto nella mattinata di venerdì, lavoratori e sindacati si sono ritrovati di fronte ai cancelli della Ebm per tornare a manifestare. A poche ore di distanza sono arrivate anche le parole di Simone Pampanelli della Fiom Cgil, intervenuto nell'edizione pomeridiana del Tgr Umbria: “Attendiamo il Piano industriale. Ci preoccupa il fatto che, come primo atto, la sede legale e amministrativa del Gruppo si sposterà a Roma – ha spiegato Pampanelli – con la chiusura della sede di Foligno”.

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di Redazione

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