Foligno, un orto in azienda per coltivare i frutti del lavoro in comune: l'iniziativa è firmata Unitekno

Zappe e vanghe in mano, proprietà e dipendenti uniti dall'amore per l'ambiente e la voglia di crescere insieme: “In mezzo al campo scompaiono i ruoli aziendali”. GALLERY

Inaugurazione del bio-orto Unitekno

L'orto come metafora di vita. Per raccogliere i frutti è necessario lavorare, saper aspettare e soprattutto collaborare. E' con questa filosofia che la Unitekno di Foligno, da oramai cinque anni permette a dirigenti e lavoratori di coltivare all'interno del perimetro aziendale un bio-orto. Dopo anni di rodaggio è così arrivato il momento di togliere il velo ad una vera e propria icona della filosofia lavorativa della famiglia Bartolini, alla guida di una delle eccellenze imprenditoriali umbre. L'occasione è stata quella giusta, ovvero la concomitanza con la Giornata mondiale dell'ambiente. “L'orto che coltiviamo insieme ai nostri collaboratori – spiega Villelmo Bartolini, amministratore e responsabile della divisione dispositivi medici di Unitekno -, simboleggia al cento per cento la nostra mission”. Già, perché l'appezzamento di terra contiguo all'azienda regala un angolo di verde in mezzo a tante fabbriche, nella zona industriale de “La Paciana”. L'orto coniuga natura e sviluppo economico, tecnologia ed ambiente. “Anziché cementificare – sottolinea ancora Villelmo Bartolini – abbiamo deciso di dedicare questo ettaro di terra ad un'attività dove tutti sono uguali: dalla proprietà agli operai, su questo terreno saltano i ruoli e le competenze aziendali”. A coltivare la terra è quasi la metà delle persone che lavora in Unitekno. Vietato utilizzare prodotti chimici e quindi nocivi sia per la salute dell'uomo che per l'ambiente, così come proibita è la plastica. Con l'arrivo della bella stagione, il terreno aziendale viene diviso in solchi che, casualmente, vengono assegnati e successivamente coltivati da chi ne ha voglia. Parafrasando un vecchio adagio, ognuno raccoglie quel che semina, mentre le eccedenze produttive vengono ridistribuite. Senza dimenticare che in piena estate viene realizzata anche la “cena degli ortolani” negli spazi esterni di Unitekno. “Tecnologia e ambiente – spiegano i proprietari dell'azienda folignate – non possono viaggiare in modo separato. La nostra è una realtà che ha degli aspetti tecnologici molto spinti, ma vuole mantenere un sano legame con la terra”. Girando per le coltivazioni aziendali ci si può quindi imbattere in numerosi alberi da frutto o nelle varie tipologie di ortaggi seminati: pomodori, cipolle, zucchine, melanzane e via dicendo. “Il bio-orto ha contribuito anche ad aumentare l'affiatamento e la collaborazione tra le persone durante l'orario di lavoro – racconta l'addì di Unitekno, Gaudenzio Bartolini -. Si è creata così una socializzazione di tipo diverso, con la consapevolezza che se non si lavora non si raccolgono i frutti”. E sono proprio i dipendenti i primi a credere nell'iniziativa. C'è chi sia aiuta l'un con l'altro e chi invece condivide uno stesso solco. Senza dimenticare che, da quando esiste l'orto aziendale, tra i dipendenti è aumentata anche la sensibilità nel rispetto dell'ambiente. L'AZIENDA – L'Unitekno è specializzata nella produzione di elettrodomestici per la cura della casa, il trattamento dell'acqua potabile e dispositivi medici per la riabilitazione fisica. La produzione si concentra in generatori di vapore per pulire ed igienizzare la casa senza l'uso di detergenti chimici, apparecchi per il trattamento dell'acqua potabile che eliminano l'impatto ambientale del consumo dell'acqua in bottiglia. Insieme a ciò, l'Unitekno si occupa anche di dispositivi medici per la magnetoterapia, che riducono il dolore e agevolano la riabilitazione fisica senza l'uso di medicinali. L'azienda è oramai giunta alla terza generazione imprenditoriale ed esporta i suoi lavori in tutto il mondo.

 

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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