Spoleto, l’appello della Cgil: “Sindacati e forze sociali in piazza per un piano del lavoro”

Per Mario Bravi e Massimo Vetturini occorre un progetto condiviso per rilanciare l’industria, il turismo e la cultura della città ducale

Mario Bravi

Una manifestazione per il lavoro a Spoleto. E’ la proposta avanzata da Mario Bravi e Massimo Venturini, rispettivamente responsabile di zona della Cgil per Foligno-Spoleto-Assisi-Valnerina e della Camera del lavoro di Spoleto. Bravi e Venturini, infatti, in un dettagliato comunicato hanno fatto un quadro di quella che è la situazione economica della città ducale, per poi proporre a tutte le forze sindacali e sociali di scendere in piazza, con l’obiettivo di costruire un piano del lavoro del territorio spoletino. La volontà è quella di arrivare ad un progetto condiviso per rilanciare l’industria, il turismo e la cultura. Bravi e Venturini sottolineano come la città e tutta l’Umbria risentano delle criticità nazionali e di quelle europee, e come siano state duramente colpite dalle politiche dell’austerity e del liberismo a senso unico che, se non modificate, renderebbero ancor più difficile ripartire. A loro avviso è necessaria, dunque, “un’analisi spietata ma vera della situazione e delle politiche economiche alternative”. Per i due sindacalisti parlare di crisi, per quanto riguarda l’Umbria, è ormai limitante, dopo ben otto anni di accentuazioni progressive delle difficoltà. Dal 2008 ad oggi, infatti, il tasso di occupazione nel Cuore verde d’Italia sarebbe passato dal 65,2 per cento al 61,3 per cento, con il Pil diminuito del 16,5 per cento e il prodotto pro capite sceso a 22.400 euro annui. Sempre secondo Bravi e Venturini si starebbe, inoltre, indebolendo ancor di più anche il welfare umbro, che fino al 2008 era un punto di forza. I due esponenti della Cgil hanno inoltre sottolineato come, nel già poco confortante quadro regionale, l’impoverimento consistente che sta vivendo Spoleto sia peggiore di quello della media umbra. Stabile la crisi dell’apparato manifatturiero della città, da sempre grande realtà industriale e produttiva, mentre il turismo non è sufficiente per uscire dalla crisi. Fondamentale, dunque, mantenere ed innovare l’industria, come fatto in Germania e Stati Uniti, e necessario dare prospettive certe sul futuro della Cementir, dinnanzi alla scomparsa di importanti realtà industriali che hanno segnato la storia della città. Ben duemila, poi, i disoccupati nella città ducale. Bravi e Venturini ritengono quindi che dall’attuale situazione se ne possa uscire “prendendo le distanze dalle politiche economiche portate avanti in questi anni e avviando politiche pubbliche basate su un piano regionale del lavoro, che rilanci la domanda, che finalizzi le risorse dei fondi europei e che faccia della ricostruzione delle zone terremotate un’occasione per la messa in sicurezza del territorio e per la creazione di buona occupazione”. Questo dunque, assieme al rilancio di nuovi investimenti industriali, il tema sul quale si dovrebbe sviluppare il confronto in Umbria e a Spoleto. Dalla città ducale potrebbe quindi nascere un contributo originale capace di rilanciare, attraverso il confronto tra tutte le forze sociali, l’idea di un “progetto Spoleto” che, a partire dalla qualità, punti sul rilancio di industria, turismo e cultura. I due sindacalisti ribadiscono la necessità di un progetto condiviso, in grado di ridare dignità al lavoro. Per tali motivi propongono a tutte le forze, sindacali e sociali, una manifestazione cittadina per il futuro di Spoleto.

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di Elia Riboloni

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