Spoleto, sciopero ad oltranza dei lavoratori di Maran e R&S

La decisione dell’assemblea dopo l’annuncio di una decurtazione dello stipendio per mancanza di liquidità. Il Partito comunista umbro: “Noi schierati al fianco dei dipendenti”

Il sit in dei lavoratori della Maran di Spoleto

Stipendi ridotti del 35 per cento per mancanza di liquidità. Lo hanno annunciato i vertici della Maran che, giovedì 13 settembre, hanno comunicato la decisione direttamente ai lavoratori. Secondo quanto dichiarato dal Partito comunista umbro, il management avrebbe al contempo promesso la “tempestiva risoluzione” della crisi, che dovrebbe giungere ad un epilogo il prossimo mese di ottobre. Secondo lo stesso partito, però, i vertici aziendali avrebbero omesso le pesanti condizioni poste da Hoist, l'azienda che dovrebbe prendere in affitto le attività di Maran ed R&S. Ossia, il licenziamento di 150 lavoratori e la decurtazione del 20 per cento dello stipendio di chi continuerà ad essere impiegato all’interno dell’azienda. Intanto, sempre nella giornata di oggi, l’assemblea dei lavoratori ha proclamato lo sciopero ad oltranza fino al prossimo 22 settembre. Tra le azioni messe in campo dai dipendenti della Maran anche il presidio, questo pomeriggio, davanti alla sede del Comune di Spoleto, in attesa di un incontro con il sindaco Umberto De Augustinis. Insomma, continua ad essere pesante l’aria nella città ducale di fronte all’ennesima crisi aziendale che sta colpendo il territorio spoletino. Da parte sua, il Partito comunista dell’Umbria, attraverso il segretario della città ducale, ha ribadito il proprio sostegno ai dipendenti. “Ci siamo già schierati nel modo più netto possibile - si legge in una nota - questa mattina eravamo fuori ai cancelli della Maran per manifestare il nostro supporto alle loro iniziative di lotta e continueremo ad offrire il nostro appoggio concreto - si legge in chiusura - a qualsiasi forma di mobilitazione i lavoratori della Maran decideranno di intraprendere”.

Logo rgu.jpg

di Redazione

Aggiungi un commento