Turismo, i numeri visti dagli albergatori di Foligno: “Non sempre crescita significa guadagno”

Federalberghi commenta i dati della Regione Umbria e rilancia sulla lotta all'abusivismo. La presidente Elisa Cesarini: “Vogliamo partecipare attivamente per creare progetti comuni”

Elisa Cesarini

Crescita sì, ma occhio al suo valore intrinseco. A dirlo sono gli albergatori folignati, che commentano i dati pubblicati dalla Regione Umbria e riportati negli scorsi giorni da Rgunotizie. Numeri che vedono segnare un +10.41% nel territorio Folignate negli ultimi dieci anni, ovvero la crescita più importante dell'Umbria se si considerano arrivi e partenze. Ad un primo sguardo dunque, il settore turistico non può che sorridere. Per Federalberghi però, è importante dare la giusta chiave di lettura alle percentuali che arrivano da palazzo Donini. “Ci sarà pure una crescita – spiega Elisa Cesarini, referente folignate di Federalberghi -, ma dobbiamo capire anche in riferimento a cosa. Il vero problema è che non sempre la crescita dei flussi turistici vuol dire guadagno e questo è proprio il nostro caso”. Diverse le criticità secondo gli albergatori cittadini, che non si ritrovano nelle percentuali di crescita, almeno sotto il profilo degli affari. “Dobbiamo dire grazie alla precedente amministrazione che non ha mai introdotto la tassa di soggiorno, rendendo Foligno una mosca bianca in ambito regionale – commenta Elisa Cesarini -. Questo porta in città numerosi bus e gruppi organizzati: è uno dei motivi che hanno fatto crescere gli arrivi, ma negli ultimi cinque anni non è stato investito nulla per promuovere le nostre peculiarità”. Per Federalberghi dunque, non c'è stato quel sostegno necessario per mettere a regime l'offerta turistica di Foligno: “Gli albergatori hanno fatto promozione a loro spese, vivendo di rimbalzo rispetto ad alcuni eventi come il Giro d'Italia, che comunque non danno quella qualità remunerativa” sottolinea la presidente locale di Federalberghi, che rivendica l'importante lavoro fatto dalla sua organizzazione in termine di “educational” con i vari tour operator profilati, facendo vivere il territorio attraverso delle vere e proprie esperienze. Insomma, per parlare di vera crescita qualitativa c'è ancora da fare: “Le guide turistiche tagliano fuori Foligno dai tour che vengono fatti in Unbria – sottolinea Cesarini -. La prosperità e la qualità si ottengono solo con un'offerta culturale e turistica che vanno messe a sistema, perché altrimenti la crescita dei flussi non si rispecchia anche in un guadagno maggiore”. Poche ma chiare le richieste di Federalberghi Foligno alla nuova amministrazione: coinvolgimento nella realizzazione di progetti comuni e lotta all'abusivismo: questi i due punti sui quali le strutture ricettive della zona non transigono.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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