In Umbria saldi dal 9 gennaio. A Natale vendite ridotte del 25 per cento

A tracciare un bilancio il presidente di Confcommercio Foligno, Aldo Amoni: “Bene ultimi weekend, ma acquisti calati”. A soffrire di più abbigliamento e calzature

Saldi

In Umbria slitta l’avvio dei saldi invernali. Diversamente da quanto annunciato in un primo momento dalla Regione, infatti, la corsa agli acquisti scontati nel Cuore verde d’Italia non partirà più il 5 gennaio, ma qualche giorno dopo. La data scelta, dunque, è quella di sabato 9 gennaio come comunicato nella mattinata di mercoledì 23 dicembre dall’Ente di palazzo Donini.

Una decisione, fanno sapere da Perugia, presa alla luce delle disposizioni contenute nel Decreto legge del 18 dicembre scorso, che prevede nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre e il 6 gennaio l’istituzione della cosiddetta zona rossa. Ma non solo. A chiedere uno slittamento nella partenza della stagione invernale dei saldi anche il mondo del commercio, come sottolineato dall’assessore Michele Fioroni. “Questa scelta - ha detto - è stata presa anche in ragione delle richieste arrivate dalle associazioni di categoria in virtù del particolare momento che stiamo vivendo”.

Sconti al via il 9 gennaio prossimo, dunque, anche se per il presidente di Confcommercio Foligno, Aldo Amoni, hanno perso il loro appeal, “perché - commenta - gli acquisti scontati ormai si fanno tutto l’anno”. Ed in attesa di capire come andranno le vendite con l’arrivo del nuovo anno, il presidente Amoni ha tracciato un bilancio di queste ultime settimane. “Siamo abbastanza soddisfatti di come siano andate le vendite negli ultimi weekend, anche se rispetto al 2019 si è registrato un calo fino al 25 per cento”. A soffrire di più l’abbigliamento e le calzature, bene invece l’elettronica, i gioielli e i profumi. “Ho visto molte buste girando per le vie di Foligno - ha quindi commentato - ciò significa che anche il nostro appello a comprare in città ha funzionato. A loro va il nostro grazie”.

Penalizzata, invece, la ristorazione. “Ristoranti chiusi dopo che erano stati fatti gli ordini e riempiti i frigoriferi - ha dichiarato Aldo Amoni -. Rischio contagio? Almeno lì avrebbero potuto controllare il rispetto delle regole, diversamente dalle abitazioni private”. Critica anche la posizione su cashback e ristori. “Anche qui, fai partire il cashback e poi chiudi i negozi? Le cose - ha ribadito il numero uno di Cofcommercio - se fatte, vanno fatte bene. Così come i ristori, una miseria”. E sul 2021? “Le prospettive non sembrano delle migliori - ha concluso -, bisognerà vedere come andrà la questione dei vaccini”.

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di Maria Tripepi

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