All'ospedale di Foligno stop alla terapia del dolore. L'affondo di Porzi: “Totale inedia del sindaco”

Il consigliere regionale del Pd presenta un'interrogazione sul depotenziamento della struttura e non le manda a dire: “Dopo l'incontro con i vertici del nosocomio un patetico comunicato”

Donatella Porzi

“Il sindaco di Foligno, nella sua pressoché totale inedia, si è limitato a richiedere una riunione ai vertici della sanità locale alla quale è seguito un patetico comunicato stampa, in pieno stile oscurantista”. È duro l'affondo di Donatella Porzi, consigliere regionale in quota Partito democratico, a due giorni dall'incontro tra Stefano Zuccarini e i manager dell'Usl2 e dell'ospedale di Foligno sulla situazione del nosocomio cittadino. La consigliera non le manda a dire, bocciando sia il modo con cui ha operato il primo cittadino folignate che la comunicazione diffusa nelle ore successive il vertice in ospedale. Donatella Porzi bolla tutto ciò “una grave e disonorevole sconfitta per la città di Foligno e per l'intera area vasta, che viene fatta passare come una vittoria”. Ma, per l'esponente del Pd, i veri problemi sono soprattutto altri. A partire dallo stato di salute del “San Giovanni Battista. “Un presidio ospedaliero – commenta Donatella Porzi – che ha più volte subito un grave e inspiegato depotenziamento che ancora oggi è in corso, segno di un preciso disegno politico”. Depotenziamento che, nelle ultime settimane, ha interessato anche il servizio della terapia del dolore. “A causa del Piano pandemico regionale – denuncia Porzi – è stato chiuso il servizio della terapia del dolore, visto che si è dovuto attivare il modulo esterno della terapia intensiva cosiddetto 'Arcuri' che ha comportato l'impiego di risorse umane aggiuntive, in particolare medici anestesisti”. Una vicenda che ora finirà nell'aula di palazzo Cesaroni, visto che Donatella Porzi ha presentato un'interrogazione che sarà discussa nel corso del prossimo “question time” del consiglio regionale. Quattro le richieste presenti nel documento scritto dall'esponente Dem, a partire dai riferimenti giuridici “a giustificazione della chiusura del servizio delle terapie del dolore all'ospedale di Foligno”. A ciò, si aggiungono i motivi “per i quali non si è proceduto con le assunzioni di personale medico e infermieristico con le risorse economiche messe a disposizione dal Governo sia nel 2020 che nel 2021”. Per chiudere il quadro, Donatella Porzi interroga la Regione su “come intende intervenire, a tutela della salute dei pazienti, per l'immediata ripresa delle terapie del dolore, visto che devono essere garantite per legge come Lea” e come la stessa “intende programmare il potenziamento dell'ospedale di Foligno consideranto che al momento è investito anche dalla potenziare richiesta di prestazioni di utenza proveniente da altre zone della regione”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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