Barberini: “Gli ospedali di Foligno e Spoleto devono integrarsi”

Per l'assessore alla sanità bisogna lasciarsi alle spalle le strutture “fotocopia”. L'imperativo è garantire i servizi ai cittadini nonostante la diminuzione delle risorse

Luca Barberini

Integrazione. È questa una delle parole chiave su cui il neo assessore Luca Barberini ha deciso di incentrare il proprio lavoro per il prossimo quinquennio. Parola chiave che il titolare in materia di sanità ha pronunciato anche nei giorni scorsi durante la visita al San Matteo degli Infermi di Spoleto che, come riportato anche dalle cronache, è sempre più spesso al centro del dibattito che lo vede in “competizione” con il cugino folignate. Ed è proprio questo uno dei banchi di prova con cui Barberini dovrà misurarsi, dimostrando in concreto cosa significa integrare senza sminuire nessuno dei due poli umbri. “L'ospedale di Spoleto – ha detto al riguardo – è una struttura di grande importanza, che andrà valorizzata favorendo l'integrazione delle funzioni con quella di Foligno. La mia presenza qui – ha proseguito – è in linea con l'impegno assunto dal mio assessorato, ossia quello di valutare direttamente la realtà ascoltando la voce degli interessati e visitando in prima persona i servizi e le strutture”. Per il neo assessore regionale è questo il metodo da seguire “per rimettere al centro i bisogni degli utenti”. “I cittadini – ha infatti ribadito – ci chiedono buona sanità. Ecco perchè dobbiamo riorganizzare la rete, ma ciò non significa – ha sottolineato - che la buona sanità debba essere necessariamente a chilometri zero”. Che tradotto vuol dire no ai doppioni in strutture ospedaliere vicine. IL PIANO REGIONALE - “La Regione – ha infatti detto Luca Barberini – ha scelto di lasciarsi alle spalle il criterio di ospedale “fotocopia”, per pervenire ad una ridistribuzione e integrazione di funzioni, dando una precisa 'mission' ad ogni struttura”. Percorso che si sarebbe reso necessario in virtù della crescita dei bisogni da una parte e l'ormai nota scarsità di risorse dall'altra. Alla Regione spetterà dunque il compito di definire le linee di indirizzo del nuovo percorso, che si concretizzerà poi nella stesura dei nuovi piani regionali”. L'INCONTRO - A Spoleto, l'assessore Barberini ha partecipato all'incontro dal titolo “Analisi e sviluppo dei servizi ospedalieri e territoriali nell’area spoletina”, che ha visto presenti anche il direttore regionale, Emilio Duca, il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, il direttore del distretto di Spoleto, Simonetta Antinarelli, il direttore sanitario ospedaliero di Spoleto, Luca Sapori, e il direttore generale dell'Usl Umbria 2, Sandro Fratini. L' occasione è servita anche per visitare le sedi dell'Usl e l'ospedale, con tanto di sopralluogo alle aree in cui sono in corso i lavori di ristrutturazione, tra cui il pronto soccorso. FRATINI - “Il San Matteo degli Infermi – ha ricordato Sandro Fratini – è ad oggi il quarto ospedale dell'Umbria per dimensioni. Conta di 134 posti letto e sono stati oltre venti i milioni di euro investiti per la sua ristrutturazione, che permetterà di completare le procedure per l'accreditamento. L'ospedale – ha quindi proseguito il numero uno dell'Usl Umbria 2 – vanta tra le proprie eccellenze la chirurgia robotica che dovrà avere una funzione catalizzatrice delle professionalità, che operano in questa branca della chirurgia”. Fratini ha poi menzionato l'hospice “La Torre sul colle”, tra le strutture visitate anche da Barberini. L'hospice, che ospita pazienti che provengono da vari comuni, sarà infatti oggetto prossimamente di un piano di ampliamento. Tra i prossimi step anche un incontro che metterà a confronto i sindaci di Foligno e Spoleto, il direttore regionale e dell'azienda sanitaria per trovare una soluzione tecnica che sarà recepita nel Piano sanitario. Iniziativa di cui lo stesso Barberini si è fatto promotore e garante.

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di Redazione

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