Colfiorito, i legumi oggetto di un'interrogazione in Regione

Il consigliere di minoranza Sergio De Vincenzi chiede spiegazioni all'assessore Fernanda Cecchini in merito alla commercializzazione di alcuni prodotti messa in atto da un'azienda

Sergio De Vincenzi

I legumi di Colfiorito finiscono in Regione. A portarceli è il consigliere di minoranza Sergio De Vincenzi (Ricci presidente), che durante il question time di martedì, ha illustrato il proprio atto ispettivo relativo alle azioni “attuate dalla Giunta regionale per tutelare e promuovere i prodotti agroalimentari tipici dell'altopiano di Colfiorito e, più in generale, i prodotti agroalimentari tipici dell'Umbria, specialmente in un contesto di criticità come l'attuale per effetto sia della dell'ormai decennale crisi economica che del sisma, oltre che di un diffuso quadro di contraffazione dei prodotti italiani a livello internazionale”. De Vincenzi, nell'illustrazione dell'atto ha ricordato che “a Colfiorito di Foligno ha sede e opera un'azienda leader nel settore dei legumi e dei cereali, commercializzati sia tal quali che come quarta gamma (zuppe di legumi, di cereali e di spezie). Nella promozione dei propri prodotti, questa azienda, nel sito internet, fornisce indicazioni generiche sulla provenienza degli stessi. La produzione dei legumi di Colfiorito – precisa De Vincenzi - è caratterizzata da quantitativi limitati, considerata la scarsa ampiezza del territorio agricolo destinato agli stessi. I legumi che l'azienda commercializza, evidenziando il nome 'Colfiorito', anche nella grande distribuzione dell'intero territorio nazionale, hanno un'origine non solo non umbra, ma neppure italiana. In molte confezioni, infatti, vengono indicati quali luoghi di origine gli Stati Uniti, il Canada o altri ancora. L'immagine dei prodotti alimentari umbri – ha concluso De Vincenzi - è fortemente legata alla territorialità, alla qualità ed alle limitate produzioni delle tipicità regionali”. Nella risposta, l'assessore all'agricoltura, Fernanda Cecchini, ha spiegato che “la correttezza dell'azienda e l'eventuale accertamento di frodi non compete alla Regione e va segnalata alle forze dell'ordine. La Commissione europea ci vieta di sostenere un singolo produttore o prodotto mentre ci sono misure per sostenere gli agricoltori che costituiscono consorzi per la promozione del territorio e delle produzioni. Nell'area di Colfiorito insistono due Igp, della lenticchia e della patata rossa. Per sostenere le produzioni di qualità utilizziamo misure europee per la promo-commercializzazione e per le spese relative alla certificazione. Non mi risulta siano giunte richieste dall'area di Colfiorito. Alcuni strumenti dunque ci sono, sta poi alle singole imprese e ai territori riuscire a coglierle”. Il consigliere De Vincenzi ha replicato spiegando che “non si tratta di frodi, ma del problema di un prodotto acquistato a Colfiorito, ma che in realtà contiene alimenti importati. L'importante è capire quale è l'azione della Regione per tutelare i prodotti e le produzioni tipiche. Prendo atto che la Giunta si limita ad applicare le indicazioni europee, mentre sarebbe necessario attivarsi per evitare che si faccia confusione sulle produzioni tipiche dell'Umbria”. 

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di Redazione

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