Crisi di maggioranza, i "dissidenti": "La coalizione si vede in consiglio comunale..."

Dopo l'incontro con il sindaco, Ciancaleoni, Finamonti e Schiarea inviano una nota congiunta che non chiarisce la loro posizione, anche se i tre dichiarano di essere in maggioranza

Roberto Ciancaleoni, Moreno Finamonti e Lorenzo Schiarea in conferenza stampa

Come è andato l’incontro tra Mismetti e i “dissidenti”? A spiegarlo sono proprio loro: Lorenzo Schiarea, Moreno Finamonti e Roberto Ciancaleoni. Se nelle ultime ore il telefono del sindaco squilla a vuoto, con il primo cittadino che è intervenuto solamente attraverso una nota congiunta con i suoi assessori (leggi qui), ad uscire allo scoperto sono i tre consiglieri. “Nell’incontro di questa mattina abbiamo riconfermato la nostra appartenenza alla coalizione di maggioranza così come sancito dal voto popolare – scrivono in una nota - nell'atto dell'esame del bilancio di metà mandato amministrativo – proseguono - è stata confermata la necessità di una approfondita verifica politico programmatica che non può evidentemente essere successiva alla votazione dell'importante atto amministrativo”. Messa così, sembrerebbe tornato il sereno nel centrosinistra. Ma il comunicato dei tre appare più che mai ambiguo, con Schiarea, Finamonti e Ciancaleoni che rimangono guardinghi anziché evidenziare le loro reali intenzioni di voto e la loro vera posizione in vista del bilancio previsionale che finirà martedì sugli scranni della massima assise. Tutto ciò lo si evince da un passaggio: “Si reputano non necessarie ed inconsuete dichiarazioni di fedeltà ad una coalizione che invece deve trovare le proprie ragioni di essere in atti consiliari ed amministrativi la cui sede istituzionale è rappresentata dal consiglio comunale”. Per i “dissidenti” in politica non valgono le “dichiarazioni di fedeltà”, ma la “disponibilità ad un schietto e risolutivo impegno a risolvere i problemi della nostra comunità. Questo – concludono - è il nostro impegno”. Insomma, una posizione quanto mai sfuggente. Anche perché, andando al concreto, il colloquio avuto sabato mattina con il sindaco non avrebbe cambiato per niente le rispettive posizioni. Attualmente i tre difficilmente si presenteranno martedì pomeriggio in aula per votare il bilancio. A meno che qualcosa non cambi nelle prossime ore e il sindaco non si convincesse a fare un rimpasto di giunta come da loro richiesto. Nella nota dei tre, il riferimento alla "fedeltà" riguarda un documento che il Mismetti avrebbe chiesto di firmare a tutti gli appartenenti alla coalizione di maggioranza entro il pomeriggio di lunedì. Una sorta di "conta", per evitare di arrivare al consiglio comunale di martedì e rendersi conto solamente in quella sede della mancanza dei voti necessari per far passare il bilancio.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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