Filipponi (Impegno civile): “Siti abbandonati per anni tornano alla ribalta sotto elezioni”

L’esponente folignate di minoranza punta il dito contro l’amministrazione Mismetti sul progetto Parco urbano diffuso. “Non fanno manutenzione e sbandierano nuovi investimenti”

Stefania Filipponi durante un consiglio comunale

Stefania Filipponi torna a puntare il dito contro l’operato dell’amministrazione Mismetti a Foligno. Questa volta a finire sotto i riflettori è il progetto del Parco urbano diffuso presentato alla cittadinanza la scorsa settimana, che prevede tutta una serie di interventi in varie zone della città. In aree che, secondo quanto riportato in una nota dalla capogruppo di Impegno civile, nel corso degli anni erano già state destinatarie di altri finanziamenti.

È il caso del Parco Hoffmann, “dove - spiega Stefania Filipponi - circa 10 o 15 anni fa furono spesi 4 milioni di euro finanziati con il Piano urbano (Puc)”, o ancora degli Orti Jacobilli. In questo caso, secondo quanto riportato dalla consigliera di opposizione, “nel decennio scorso fu, prima, realizzata la riqualificazione dell'area e il recupero di edifici, poi nuovamente abbandonati e, quindi, nel 2013, venne creato un orto urbano, ovviamente con altri costi ed identica sorte. Un intervento complessivo per circa 2 milioni di euro - sottolinea - finanziati con il Piano di sviluppo rurale”.

Tra gli esempi citati anche la realizzazione del Parco archeologico del quartiere Flaminio-Ina Casa. “Sito - rilancia Filipponi - lasciato per anni in completo abbandono e con reperti regolarmente distrutti da interventi pubblici e privati”. “L'ipocrisia è tale - attacca - che non si dice che l'intervento previsto per riqualificare l'area archeologica è già inserito nel piano attuativo - non ancora approvato definitivamente dal consiglio comunale -, che prevede anche la costruzione di una rotatoria in prossimità di Ponte Antimo, ovvero un'opera che dovrebbe interessare una zona in cui sono presenti reperti archeologici, come il ponte romano sull'antico ramo del fosso Renaro, la Domus tra via Rubicone via Piave e le tombe scoperte 30 anni fa”.

Insomma per la consigliera di opposizione Foligno sarebbe di fronte a “vent'anni di progetti falliti e di soldi pubblici sperperati senza alcuno scrupolo o vergogna. Ci si riempie la bocca di investimenti, si fanno inaugurazioni - prosegue - e poi si omette qualsiasi doverosa manutenzione, e si lascia che tutto finisca alla malora, così si può ricominciare da capo con altri investimenti, altre inaugurazioni. Forse - conclude - la questione dovrebbe essere sottoposta al vaglio della Corte dei conti”.

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di Redazione

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