Foligno, l'appello: “Più personale per l'ospedale”. E per i positivi “individuare apposite strutture”

Il centrosinistra punta il dito contro la decisione di fare del "San Giovanni Battista" una struttura mista per il Covid-19. Sul futuro: “Passata l’emergenza si potenzi il polo”

L'ospedale San Giovanni Battista (foto Vissani)

Potenziamento dell’ospedale di Foligno sia per quanto riguarda l’organico di medici ed infermieri, che la dotazione di attrezzature per garantire la sicurezza dell’intero presidio ospedaliero nella gestione del sistema misto “Covid - no Covid”. È quanto chiesto dai gruppi di centrosinistra di Foligno (Pd, Patto per Foligno, Foligno 2030, Foligno in Comune e Foligno Soprattutto) alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.

Una richiesta che prende le parti dall’attuale situazione, a seguito della quale il San Giovanni Battista è stato inserito nella lista delle strutture chiamate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Una decisione, quella di creare poli cosiddetti “misti”, che vede critiche le forze di centrosinistra della città della Quintana, “perché, pur prevedendo percorsi differenziati e dedicati, non garantisce la piena sicurezza dei degenti e del personale sanitario, con il rischio che gli ospedali diventino potenziali ‘incubatori’ con effetti devastanti in termini di contagio”.

Situazione che per il centrosinistra folignate appare ancora più grave alla luce dei numerosi appelli per il reperimento dei dispositivi di protezione destinati al personale sanitario. “L’aspetto dell’assoluta protezione del personale sanitario e le necessarie forniture di dispositivi di protezione - sottolineano a questo riguardo - doveva essere affrontato contestualmente alla decisione di rendere l’ospedale di Foligno misto ‘Covid - no Covid’”. Condannata, inoltre, la decisione di gestire l’emergenza avvalendosi degli unici ospedali umbri - ossia Perugia, Foligno e Terni -, dotati di emodinamica e chirurgie specialistiche, rischiando di “minare alle fondamenta - proseguono - la stabilità e la sicurezza del sistema sanitario umbro”.

Posizioni critiche, dunque, quelle espresse, culminate con altre richieste che vanno oltre, però, questa fase emergenziale. Ossia, il potenziamento delle attività specialistiche svolte all’interno del San Giovanni Battista utilizzando anche innovative modalità come quelle della telemedicina e dell’interazione a distanza per rispondere alle esigenze di un bacino di popolazione che ormai ha valicato i confini regionali, ma non solo.

Accanto alla richiesta avanzata alla Regione, ce n’è infatti una anche per l’amministrazione comunale, chiamata dal centrosinistra a predisporre investimenti urgenti sulla rete dei servizi assistenziali socio-sanitari. E sempre alla giunta Zuccarini si rivolge la consigliera Pd, Rita Barbetti, per la quale - alla luce dell’aumento dei tamponi effettuati - il Comune dovrebbe individuare delle strutture, come alberghi o simili, in grado di poter ospitare eventuali contagiati non gravi che non hanno la possibilità di fare la quarantena nella propria abitazione garantendo, al contempo, la sicurezza degli altri familiari conviventi. “L’amministrazione - commenta - dovrebbe sostenerne i costi e il Governo, da parte sua, dovrebbe finanziare i Comuni che faranno questa scelta”.

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di Maria Tripepi

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