Foligno, Meloni sul bilancio di previsione: “Ora tutti i nodi verranno al pettine”

A due giorni dalla convocazione della I commissione, il consigliere in quota Forza Italia traccia i punti critici con cui l’amministrazione dovrà fare i conti

Riccardo Meloni

Il bilancio di previsione 2014 del Comune di Foligno approda sul tavolo della neo prima commissione consiliare. I tredici componenti del gruppo di lavoro si incontreranno lunedì 28 luglio – in prima convocazione alle 16 ed in seconda alle 17 - nella sala riunioni “Crispolti Peccati” di palazzo Orfini Podestà. Irpef, Imu e Tasi tra i punti all’ordine del giorno. Nel dettaglio: la conferma delle aliquote del 2013 per l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’approvazione del regolamento e delle aliquote per il 2014 di Imu e Tasi. E a 48 ore dalla prima convocazione a far sentire la propria voce è il consigliere comunale di Forza Italia, Riccardo Meloni. “Quello che si prospetta – dichiara – è un bilancio preoccupante per la città, che già nella precedente legislatura aveva dovuto fare i conti con un aumento a dismisura delle tassazioni comunali, non ultima l’Irpef con percentuali davvero imbarazzanti e trascurando i soggetti a basso reddito. Sono molte le questioni che preoccupano quest’anno, innanzi tutto la Tari e la Tasi. Vedremo in che modo l’amministrazione intenderà far pagare i cittadini”. Meloni sposta poi l’attenzione  sul programma triennale delle opere pubbliche. “Quello proposto dall’amministrazione comunale folignate non è adeguato. Basti pensare che – sottolinea - nello stanziamento previsto di 7,36 milioni di euro per il triennio 2014 -2016, ben 3,5 sono previsti da alienazioni immobili, 1,75 dall’accensione di un mutuo e solo 2,06 da oneri di urbanizzazione. Ne deriva che le opere pubbliche necessarie per ridare slancio alla città sono realizzabili solo in caso che si riescano a vendere gli immobili di proprietà comunale e negli ultimi tempi molte aste sono andate deserte, senza considerare che l’accensione di mutui produrrà negli anni avvenire un ancora maggiore “ingessamento” del bilancio. Solo per citarne alcune – prosegue - le opere pubbliche “condizionate”  sono: la pista ciclabile di via XVI Giugno, la messa in sicurezza della viabilità, la strada di Volperino, i marciapiedi di via Madonna di Fiamenga, lo spogliatoio del campo da rugby, l’ampliamento del cimitero Belfiore e la scuola materna di Scafali; mentre si ricorre all’accensione di mutui per opere che sembrano quasi di routine come ad esempio la manutenzione della scala di emergenza di palazzo Trinci, il rifacimento del manto di copertura della scuola di Santa Caterina o la riqualificazione di qualche rotatoria. Tutto ciò si evidenzia in alcuni indici di bilancio come la rigidità delle spese correnti che passa da 0,27 del 2013 a 0,30 del 2014 che fa risaltare l’avvicinamento ad un bilancio sempre più ingessato e l’ indice di spesa in conto capitale pro capite che passa da 198 euro del 2013  a 187 del 2014 in sintesi il comune per ogni singolo cittadino investe meno dell’anno precedente”. E ancora. “Anche il collegio dei revisori dei conti nella sua relazione evidenzia che lo stanziamento del fondo di riserva di soli 210mila euro è di poco superiore al limite previsto dalla legge, così come questione piuttosto allarmante è quella che l’ente può conseguire negli anni 2014, 2015 e 2016, gli obiettivi di finanza pubblica (patto di stabilità) sul presupposto che si realizzino gli incassi relativi alle previste alienazioni. In sintesi, se non riusciamo a vendere possiamo anche essere fuori dal patto di stabilità. Infine il collegio evidenzia anche che per gli organismi partecipati l’ente deve dotarsi di un idoneo sistema informativo finalizzato a rilevare i rapporti finanziari tra l’ente e le società partecipate”. Insomma, per il consigliere di Forza Italia è arrivata l’ora della resa dei conti. “Tutti i nodi verranno al pettine. Non ci si può più nascondere – conclude - è il tempo delle scelte per l’amministrazione”.

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di Redazione

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