Foligno, prosegue la querelle Stancati-Mismetti: “Il sindaco non si libererà di me”

La risposta del primo cittadino non hanno convinto l'ex assessore, che lo aveva sollecitato su più fronti: “La sua replica mi fa ridere, si è sottratto al confronto pubblico”

Silvia Stancati (foto Alessio Vissani)

Prosegue a Foligno il botta e risposta tra Silvia Stancati e il sindaco Nando Mismetti. Dopo la conferenza stampa dell'ex assessore e la replica del sindaco, il dibattito si scalda ancora di più. E' attraverso un comunicato stampa che l'avvocato Stancati torna a parlare e ribatte colpo su colpo alle affermazioni del primo cittadino. “La sua replica? - si chiede Silvia Stancati – Sinceramente mi fa ridere e l'unica nota positiva che rilevo è che almeno non si è perso tempo rispetto alla settimana che aveva messo in conto”. Ma per l'ex assessore, le parole di Mismetti non rispondono affatto ai quesiti postigli. “Il vero dubbio riguarda soprattutto i criteri di scelta operati – incalza l'avvocato -. Perché un esponente del partito democratico? Ed ancora: poiché gli assessori Dem erano sei, come è giunto al mio nominativo? Questione di consenso? Non credo – sottolinea -. C’è tra gli assessori chi ha ottenuto molti meno voti dei miei 408. Questione di competenze e preparazione? Sono convinta di no. Questione di venir meno del rapporto fiduciario? Lo escludo categoricamente. Nel tempo mi ha addirittura accresciuto le deleghe”. Poi si torna a parlare della questione legata all'sms che Mismetti ha inviato per liquidare la Stancati, senza però “svelarne il reale contenuto né, tantomeno, la risposta della sottoscritta – spiega l'ex assessore -. Mi domando cosa i cittadini di Foligno dovrebbero trarre dalle parole del dottor Mismetti – prosegue -. Che è corretto liquidare con un sms un assessore che per due anni e mezzo ha prestato servizio nell’amministrazione senza averci mai parlato prima, avuto notizia da un 'comune conoscente' che tale assessore era a Roma per motivi professionali? Ogni commento a queste dichiarazioni pare davvero superfluo!”. Per l'esponente del Partito democratico comunque, Mismetti si è “volutamente sottratto all'incontro pubblico” ed è per questo che Silvia Stancati reputa la risposta del sindaco “poco convincente. Non sono per niente soddisfatta”. Ma l'impegno dell'avvocato non finirà qui, come lei stessa annuncia: “Il dottor Mismetti non si libererà facilmente di me, visto che anche io, come lui – conclude – ho a cuore la corretta e onesta amministrazione della città e soprattutto il bene dei suoi cittadini, per i quali continuerò a prestare servizio con iniziative ed atti concreti”.

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di Redazione

Commenti

Questo attaccamento al posto di assessore è davvero fuori luogo: il sindaco detiene il potere di nominare gli assessori. Sta a lui decidere quali criteri adottare nella scelta: si tratta indubbiamente di criteri di opportunità politica. La Stancati dovrebbe semplicemente prendere atto della scelta del sindaco e fare un passo indietro. La politica è questo: non offre posizioni a tempo indeterminato. È ridicolo che la Stancati sollevi il polverone per il fatto di aver perso il posto in giunta: la composizione della giunta risponde a logiche politiche e di consenso. Possiamo parlare quando ci pare di come avrebbe dovuto fare il sindaco, ma alla fine la parola spetta a lui: Mismetti non ha deciso di togliere la Stancati a cuor leggero, se lo ha fatto è stato perché questa era l'unica soluzione politicamente praticabile (e i motivi sono chiari a chiunque conosca un po' i fatti). Se la Stancati fosse intellettualmente onesta ora dovrebbe semplicemente accettare e rispettare la scelta del sindaco e mettere comunque a disposizione le proprie competenze, al servizio del bene pubblico. E invece lei non ci sta: la buona politica e il buon senso se ne sono andati insieme allo stipendiuccio da assessore e ora si minaccia "non ti libererai di me così facilmente"... ciò che stupisce è che tutto questo modo di ragionare della Stancati può sembrare anche ragionevole ad alcuni, come se il posto da assessore le fosse oramai dovuto.

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