Mismetti-bis, il tagliando di metà mandato lo fa Stefania Filipponi: “Malcostume diffuso”

A Foligno l'esponente di Impegno civile inaugura l'anno tracciando un bilancio di quanto fatto sin qui dalla maggioranza di centrosinistra: "Dopo 30 anni il sindaco ha dato il peggio di sé"

Stefania Filipponi

I giorni a cavallo tra la fine e l'inizio di un nuovo anno sono da sempre propizi per stilare dei bilanci. Non si esime dal farlo nemmeno Stefania Filipponi, capogruppo di Impegno civile all'interno del consiglio comunale di Foligno. L'esponente di opposizione non si limita a tracciare una linea sul 2016 appena concluso. Il suo sguardo va oltre e punta al giro di boa di metà mandato per quanto riguarda il Mismetti-bis. Per stilare il suo prospetto, Stefania Filipponi si avvale dei fuochi d'artificio: “La politica a livello locale è completamente drogata di clientelismo, avulsa dalla realtà e lontana dai cittadini che dovrebbe rappresentare – attacca l'esponente di minoranza in una nota -. Una maggioranza litigiosa priva, persino, di un burattinaio capace di tirare i fili per far alzare la mano, ha completamente depotenziato il ruolo del consiglio comunale”. Se da una parte la massima assise cittadina è convocata col contagocce, per Stefania Filipponi non è migliore lo stato di salute della giunta: “I folignati si sono resi conto dell'esistenza di un esecutivo solo quando un assessore, sempre silente ed allineato, ha urlato a squarciagola per essere stato cacciato – scrive -. Infine il sindaco, dedito esclusivamente al mercanteggiamento, ai legumi ed alle pacche sulle spalle: dopo 30 anni di attività è riuscito a dare il peggio di sé. IL RIEPILOGO – La capogruppo di Impegno civile va a ritroso e ricorda come si è formata la coalizione di centrosinistra alle ultime elezioni: “la giunta Mismetti è nata all’insegna, per quanto possibile, della peggiore continuità con la precedente e, dopo i primi mesi, si sono evidenziati i distinguo dei consiglieri Pd Trombettoni, Graziosi, Gubbini, Materazzi, Finamonti. Poi alcuni interessi (personali o familiari e non certo politici) sono stati soddisfatti, per cui la pattuglia si è assottigliata: mentre due Dem si sono riallineati, due hanno lasciato il gruppo consiliare e tuttora non si è ben compreso (forse non lo sanno neppure loro) se sono ancora in maggioranza. Nel 2016 il consigliere Finamonti – prosegue il racconto di Stefania Filipponi - affiancato dal capogruppo socialista Ciancaleoni e dal 'civico' Schiarea, ha bloccato l’attività istituzionale. Ma a fine – prosegue ancora - anno il rimpastino di giunta, pur lasciando il boccino nelle solite mani, ha fintamente riequilibrato la situazione e, dopo la elargizione di alcuni favori, due pecorelle sono tornate. Quindi con il 2017 dei 15 consiglieri di maggioranza 12 obbediscono, uno è ondivago e due si dichiarano spiriti liberi”. Riferendosi alla situazione buorocratico-amministrativa, per Stefania Filipponi “non è più tollerabile il familismo amorale, il diffuso malcostume che fa sì che i folignati siano più parenti che cittadini”. IMPEGNO CIVILE – Infine, il consigliere comunale di minoranza ricorda il lavoro svolto sin qui da Impegno civile: “Rivendico con orgoglio l'attività svolta in sede istituzionale – afferma Filipponi -. Dove erano i pionieri della buona politica della politica del fare, quando il gruppo consiliare di Impegno Civile voleva discutere di Fils, Vus, sicurezza, sanità, manutenzione delle strade, precariato, esenzioni per le famiglie, selezioni burla, Ex Zuccherificio, gara del gas, Mattatoio? Tutte mozioni – prosegue - ed ordini del giorno regolarmente respinti, pur con evidente imbarazzo, da questa sinistra di facciata. Domanda per gli addetti ai lavori: a quando la verifica politica in sede istituzionale?”. Poi, la conclusione: “I buoni propositi per il nuovo anno: continueremo a batterci contro il sistema Foligno che offende il ruolo e la dignità della terza città dell’Umbria”.

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di Redazione

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