Ospedale di Foligno, l’allarme: “Screening della cervice uterina spostato a Spoleto”

Il consigliere comunale del Pd, Rita Barbetti, denuncia un probabile dirottamento delle prestazioni: “Sarebbe una scelta non rispettosa della donne folignati, amministrazione assente”

Rita Barbetti

“Ospedale di Foligno: sempre meno servizi”. La denuncia arriva dal consigliere comunale del Pd, Rita Barbetti, che torna appunto a parlare del nosocomio cittadino, ponendo l’accento, questa volta, sullo screening per il tumore della cervice uterina e sui timori per un probabile dirottamento delle prestazioni a Spoleto. La “dem”, nel lanciare l’allarme, parte dalla premessa che “lo screening per il tumore della cervice uterina, con pap test o colposcopia, è in grado di evidenziare lesioni più o meno gravi, permettendo di intervenire prima che le stesse degenerino in forme tumorali”. Da qui, “la possibilità di salvare spesso la vita di una donna – aggiunge il consigliere di minoranza di palazzo Orfini Podestà -, o di risparmiarle gravissime sofferenze”.

Evidenziata, quindi, la crucialità del servizio, Barbetti passa poi a parlare di quanto stia succedendo al “San Giovanni Battista”. L’esponente Pd, in particolare, riavvolge il nastro e spiega come il servizio per le colposcopie, anche sotto Covid, sia rimasto comunque attivo per la gestione dei soli casi più gravi, determinando però una lunga lista di attesa. Stando a quanto da lei riferito, inoltre, anche per il periodo che va dal 15 giungo scorso al prossimo 15 settembre, si è dovuto ricorrere, per carenza di personale, alla chiusura di una delle due sedute settimanali proprio per le colposcopie. “Purtroppo – lancia quindi l’allarme – si apprende che dal 15 settembre non verrà probabilmente riaperta la seconda seduta settimanale, interamente dedicata allo screening, e le prestazioni verranno dirottate a Spoleto”. È sempre Barbetti a spiegare che “se veramente sarà dato seguito al trasferimento del servizio, sarà una scelta non funzionale e non rispettosa delle donne della nostra città”. Per lei, infatti, “o i punti screening diventano due, oppure, se il centro deve essere unico, la sede più logica è senz’altro Foligno. Non si capisce – aggiunge la “dem” - perché la popolazione femminile di Foligno, e di tutti i luoghi circostanti, si dovrebbe spostare dalla sua città, con tutti i conseguenti disagi”.

E ribadendo ancora l’importanza del servizio certificata anche dalle circa 400 colposcopie già eseguite dall’inizio dell’anno, l’esponente Pd parla di “situazione ingestibile”. Una situazione in cui “mancano ginecologi ed ostetriche, rispetto alle quali – prosegue - si è ricorsi al prelievo dai consultori, a loro volta troppo pochi e già troppo sguarniti”.

Infine l’attacco all’amministrazione comunale di Foligno: totalmente latitante, per Barbetti, se si tratta di “rivendicare i giusti diritti della città e, soprattutto, dei servizi sanitari dell’ospedale, sempre più svilito – conclude – e depauperato”.

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di Matteo Castellano

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