Stabilizzazioni, dirigenti e liste d'attesa: la ricetta della Usl2 per l'ospedale di Foligno

Il neo diggì Fiaschini in audizione a Foligno. I dissidenti che avevano chiesto il consiglio comunale aperto erano presenti ma non sono mai intervenuti

L'audizione del direttore generale dell'Ausl Umbria 2, Imolo Fiaschini, a Foligno

Integrazione tra gli ospedali di Foligno e Spoleto, liste di attesa e turn over. Sono alcune delle questioni affrontate martedì pomeriggio, a Foligno, nell’ambito della terza commissione consiliare presieduta dal coordinatore Enrico Tortolini e che ha visto presente il nuovo direttore generale dell’Ausl Umbria 2, Imolo Fiaschini, succeduto da pochissimi mesi a Sandro Fratini. Una commissione, quella ospitata a palazzo comunale, chiesta dai commissari per analizzare la situazione del comparto sanitario locale anche alla luce della riforma regionale. Questione che, invece, alcuni consiglieri avrebbero voluto affrontare direttamente all’interno di un consiglio comunale aperto al contributo degli addetti ai lavori e dell’intera cittadinanza. Il riferimento è alla richiesta avanzata da Roberto Ciancaleoni (Psi), Moreno Finamonti (Pd) e Lorenzo Schiarea (MpF), che hanno comunque preso parte alla commissione senza però intervenire nel dibattito. L’OSPEDALE DI FOLIGNO - Andando comunque a ripercorrere la seduta di martedì pomeriggio, Imolo Fiaschini, ha spiegato come l’azienda sanitaria locale abbia già messo in moto la macchina della riorganizzazione sanitaria, che sta vedendo protagonista in primis l’ospedale di Foligno. Struttura che – ha dichiarato il direttore generale - “ha visto aumentare il numero di accessi” con presenze anche da fuori, dovute “alla professionalità del personale sanitario e a servizi che godono di buona salute”. “Il San Giovanni Battista è un Dea di primo livello elevato – ha spiegato – dal momento che presenta caratteristiche, come ad esempio strumentazioni d’avanguardia, superiori a quelle richieste dagli standard”. Indubbio, per Imolo Fiaschini, il fatto che si possa e si debba migliorare, sia a livello di gestione degli spazi che di utilizzo delle strutture, anche in vista della prossima apertura della nuova Valdichienti, che per il direttore generale aprirà tutta una serie di scenari che renderanno necessari dei correttivi così da rispondere meglio alle esigenze dell’utenza. L’INTEGRAZIONE CON SPOLETO - Passando alla questione dell’integrazione tra gli ospedali di Foligno e Spoleto, Fiaschini ne ha sottolineato l’indispensabilità. “È una necessità – ha detto – già condivisa peraltro dai due sindaci ed anche dalla Regione. Abbiamo già delle idee su cui lavorare e siamo in attesa del via della regia regionale, che non può di certo mancare in una partita così importante di programmazione della rete ospedaliera”. MISMETTI - E di integrazione ha parlato nel suo intervento anche il sindaco Mismetti che ha rilanciato l’idea – già dichiarata in passato – di creare un unico ospedale con due sedi, una nella città della Quintana appunto e l’altra in quella ducale. Il primo cittadino folignate, però, è intervenuto anche su un’altra questione, quella riguardante il pensionamento di diversi primari operanti al San Giovanni Battista. TURN OVER - Al direttore generale il sindaco ha quindi chiesto il massimo impegno, affinché l’ospedale di Foligno non perda la qualità acquisita nel tempo. “È una questione assolutamente fondamentale per noi – ha replicato Fiaschini –. Dobbiamo cercare con la massima serenità e tranquillità di far sì che l’individuazione di nuove professionalità mantenga elevato il livello, anche perché stiamo parlando di uno dei tre ospedali più grandi dell’Umbria, per cui dovremo per forza farcela”. LISTE D’ATTESA – A finire sul tavolo della terza commissione anche il problema delle liste d’attesa. “È una questione annosa purtroppo – ha dichiarato il direttore generale – e presente in tutta Italia. Nella nostra Asl, in realtà, siamo in grado di soddisfare nei tempi tutte quante le richieste di prima visita, mentre siamo un po’ più lenti sul fronte dei controlli”. STABILIZZAZIONE DEI PRECARI – A chiudere il cerchio la questione occupazionale. Secondo quanto dichiarato da Imolo Fiaschini, infatti, tra sei o sette mesi una cinquantina di unità Oss verranno stabilizzate, chiudendo così il cerchio del lavoro interinale.  

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di Maria Tripepi

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