Tpl, a Foligno la commissione sul taglio dei servizi non scioglie i dubbi futuri

L’assenza dell’assessore Melasecche e il mancato invito dei sindacati ha portato a un semplice impegno a monitorare le mosse della Regione, ma restano le incognite sulle prospettive

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Nessuno spunto particolare, se non l’impegno da parte del Comune di monitorare l’evolversi della vicenda ed eventualmente intervenire qualora ci fossero ripercussioni sui cittadini. È quanto offerto dalla seduta di ieri della seconda commissione consiliare di Foligno. Quella voluta, documento di convocazione alla mano, per discutere circa la situazione a seguito del taglio dei trasporti pubblici su alcune tratte del territorio comunale effettuato con deliberazione di giunta regionale del 13 giugno. Si sta parlando, nel dettaglio, del piano di rimodulazione del tpl operato da Busitalia su richiesta, appunto, di palazzo Donini. Piano che, lo ricordiamo, prevede interventi su tutto il territorio per risparmiare tre milioni e mezzo di euro, ma che ha comportato tagli, tra gli altri, sia alla linea di committenza della Provincia di Perugia sia del Comune di Foligno. In quest’ultima fattispecie, delle tre tratte Foligno-Colfiorito-Annifo ne sono state mantenute solo due, quelle della mattina: stoppando, di fatto, le corse pomeridiane per la montagna folignate. Stoppate però solo durante l’estate, nel senso che questa rimodulazione dovrebbe rimanere in vigore fino a settembre con la riapertura delle scuole. Ma il ripristino delle corse ora eliminate non è, per alcuni, così scontato: primi tra tutti i sindacati che già si sono attivati da diversi giorni. Questo, insomma, il quadro alla base della convocazione della seconda commissione folignate. Quella alla quale era stato invitato anche l’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Melasecche, che meglio di chiunque avrebbe potuto illustrare le idee di palazzo Donini sul trasporto pubblico locale, con riferimento chiaramente ai tagli sul Folignate. Ma da Perugia, causa impegni di lavoro, non si è visto nessuno dalle parti di piazza della Repubblica. Da qui, come prima accennato, una seduta con pochi spunti di rilievo.

“Per quanto di competenza del Comune – ha detto il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Riccardo Meloni – ad oggi c’è solo questo taglio. C’è sì un’organizzazione del tpl da parte della Regione che per ora ci possiamo solo limitare a monitorare – ha proseguito -, al termine della quale e qualora ci fossero ripercussioni sulla nostra comunità saremo i primi a bussare in Regione”. In sostanza, visto che le corse pomeridiane dei bus verso la montagna folignate dovrebbero essere ripristinate tra poco più di un mese, per Meloni occorre aspettare e conoscere bene gli sviluppi prima di alzare la voce. E su questo gli ha fatto eco il coordinatore della seconda commissione, Domenico Lini: “Se a settembre ci saranno ancora disagi e non saranno state quindi rispettate le promesse fatte – ha detto l’esponente del Gruppo Misto – ci muoveremo di conseguenza, ascoltando Regione e sindacati”.

Risposte, quelle offerte da Meloni e Lini, agli allarmi lanciati dall’opposizione, in particolare dal consigliere del Pd, Rita Barbetti, tra l’altro non certo entusiasta per l’assenza di Melasecche ed il mancato invito delle stesse sigle sindacali. “Stanno tagliando i servizi – ha detto la dem - dobbiamo muoverci per tempo in favore dei cittadini e non possiamo aspettare che le cose prendano una brutta piega e che quindi sia troppo tardi”. Anche perché, per lei, in ballo c’è soprattutto la tutela delle fasce più deboli della popolazione: “Questo taglio alle corse dei bus – ha osservato – lede all’anziano, al giovane che non ha la macchina, alle persone fragili in generale. Si deve tener conto dei loro bisogni – ha aggiunto -, ma qui a Foligno sembra non si vada mai contro l’operato della Regione”. “Oggi ci sono persone residenti nella nostra montagna – ha poi sottolineato David Fantauzzi del Movimento 5 Stelle – che per tanti motivi sono obbligati a prendere il bus, ma che ora devono aspettare la ripartenza delle scuole per usufruire nuovamente del servizio a pieno regime”.

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di Matteo Castellano

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