Verso il voto, a Foligno le forze di sinistra fanno fronte comune: “Uniti nella discontinuità”

A comporre il gruppo di lavoro Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Mdp e Potere al popolo. “Siamo aperti al dialogo con il Pd, purché si rompa con il passato”

Da sinistra Mingarelli, Bartoli, Piccolotti, Falasca e Pacini

Uniti nella discontinuità. È così che si sono presentati sabato mattina, nell’ex sala della giunta comunale di Foligno, Elisabetta Piccolotti e Matteo Bartoli per Sinistra italiana, Vincenzo Falasca per Mdp, Stefano Mingarelli per Rifondazione Comunista e Alessandro Pacini per Potere al popolo. Espressione di forze di sinistra, seppur con sfumature diverse, i cinque esponenti politici si sono infatti detti pronti ad intraprendere un percorso congiunto in vista dell’appuntamento elettorale della prossima primavera, quando scadrà il mandato dell’attuale amministrazione comunale guidata da Nando Mismetti. Un percorso che dovrebbe veder presente anche Elio Graziosi, che avrebbe manifestato la proprio disponibilità a far parte del gruppo.

“In passato non sempre siamo stati uniti - ha spiegato Elisabetta Piccolotti - anzi abbiamo punti di vista che in parte differiscono, ma abbiamo deciso di lavorare insieme per costruire uno spazio unitario che possa rappresentare tutti quei cittadini che si riconoscono nei valori di libertà ed uguaglianza”. Due le parole chiave con cui il gruppo si presenta alla città: “dialogo” e quindi apertura alla comunità, e “democrazia” chiamando i folignati a scelte condivise.

Ma tra le urgenze manifestate, anche la rottura rispetto a quanto fatto fino ad ora dall’amministrazione locale. Conditio sine qua non per far parte di un’eventuale coalizione con il Partito democratico. L’apertura al dialogo, dunque, c’è per correre insieme, ma solo a patto che ci sia una rottura rispetto al passato. “Il nostro giudizio sugli ultimi anni vissuti dalla città di Foligno - ha proseguito Piccolotti - è molto articolato. Non siamo tra coloro che pensano che sia stato un completo disastro, ma neanche tra chi pensa che sia stata la migliore amministrazione. Ci sono tante criticità su diversi temi”.

A cominciare dall’emergenza sociale richiamata da Stefano Mingarelli. “Cresce il numero di cittadini, padri di famiglia, lavoratori, che quotidianamente sono costretti a rivolgersi alla Caritas - ha detto - e siamo convinti che un’amministrazione comunale possa e debba fare qualcosa, sia attingendo a fondi propri che a quelli europei. Così com’è necessario intervenire sul fronte dell’occupazione anche con scelte coraggiose che possano comportare, se necessario, anche lo sforamento dei vincoli imposti da quella politica dell’austerità voluta dall’Europa”.

Per Matteo Bartoli, segretario comunale di Sinistra italiana, serve u”una visione a più lungo termine sulla città. Uno slancio programmatico - ha sottolineato - più ampio”. Per questo motivi i cinque esponenti politici il 18 gennaio prossimo accoglieranno a Foligno Federico Martelloni e Marina Molinari, rispettivamente rappresentanti di Coalizione civica Bologna e Padova. Un incontro che serva al gruppo folignate per fare ordine e definire un cammino che guardi anche ad altre esperienze cittadine, delineando la Foligno del domani.

Una città che per Alessandro Pacini parta dall’attenzione all’ambiente per poi arrivare al tessuto urbano ed alle persone, ma non solo. “Foligno - ha aggiunto - dovrà essere, inoltre, punto di snodo turistico ed economico dell’Umbria”.

Al centro dell’attenzione, oltre ai temi già citati del sociale e dell’occupazione, questioni particolarmente care ai folignati come la chiusura del centro storico e l’ex zuccherificio, il piano regolatore e quello dei trasporti, ma anche situazioni un po’ più delicate come quelle legate al decreto sicurezza.

“Il nostro ruolo - ha commentato Falasca - sarà quello di facilitatori del dialogo. Vogliamo far fare a Foligno quel salto di qualità che non c’è mai stato ed evitare che nella nostra città si ripetano situazioni come quelle vissute a Spoleto, Perugia, Terni e Umbertide. E per farlo ci rivolgeremo a chi fino ad oggi è stato escluso dai tavoli di confronto”. Tra i progetti anche quello dei voto consultorio che chiami in causa i minori di 18 anni per avvicinarli alla politica.

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di Maria Tripepi

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Bel minestrone manca solo la pasta

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