Falchetti, dopo il ko di Spoleto parla Tofi: “Nessuna preoccupazione, ma dobbiamo ripartire”

Il presidente del Foligno Calcio è intervenuto ai microfoni de “Il Nido del Falco”, chiedendo alla città maggiore partecipazione: “Ancora poca gente allo stadio”

Guido Tofi a Radio Gente Umbra

Per concludere l’anno in bellezza e festeggiare la trentesima puntata de “Il Nido del Falco”, abbiamo ospitato niente meno che Guido Tofi, presidente del Foligno Calcio. Se c’è un elemento che marca la discontinuità del nuovo Foligno con le vecchie gestioni, questo è senz’altro il suo presidente. Si definisce “antropologicamente diverso” da Berlusconi, ma noi gli appiccichiamo questa etichetta anche nei confronti dei suoi predecessori. Ma cominciamo dalle note negative, ovvero la sconfitta con lo Spoleto.

Come l’anno scorso il Foligno perde lo scontro diretto al Comunale di Spoleto, sempre giocando su un campo in condizioni pessime. È preoccupato per la sconfitta? Vede un trend negativo?

L’anno scorso la sconfitta fu ininfluente, quest’anno arriva alla fine del girone di andata. Il campo ci ha penalizzato, abbiamo giocato con Francioni rientrato da un infortunio e senza Gijnaj. In questo momento non siamo fortunati, diciamo. Comunque abbiamo perso e niente da dire. È una piccola battuta di arresto, ma per fortuna abbiamo ancora margine di vantaggio. Nei risultati c’è un trend negativo chiaramente, ma viste le condizioni in cui sono maturati mi lasciano abbastanza tranquillo.

Parliamo invece della sua presidenza. Sembra che tutto stia andando bene, il Foligno è primo dopo aver vinto la Promozione e la Coppa. C’è qualcosa che non va?

C’è qualcosa che preferirei che fosse diverso, questo posso dirlo. Dovrebbe essere diversa la partecipazione della città alle nostre sorti, perché dopo un anno e mezzo straordinario ancora vediamo poca gente alle nostre partite in casa. Questo è l’unico neo.

Avete risentito anche della cattiva reputazione della squadra dopo i disastri delle passate gestioni?

Si, il lavoro più difficile è stato far capire la discontinuità con le gestioni precedenti, far rinascere un’empatia nuova tra la città e la sua squadra di calcio. Ci siamo messi a disposizione, ad ascoltare anche chi ha avuto rapporti complicati con chi ci ha preceduto. Inoltre chi guida il Foligno adesso ha una storia limpida alle spalle, e questo sta contando.

Comunque, il bilancio non può che essere positivo.

Il bilancio è positivo non solo per l’aspetto sportivo, ma anche perché stiamo costruendo una società aperta. Abbiamo raggiunto l’obiettivo del 20% della cessione delle quote per l’azionariato popolare, è un Foligno sempre più permeato dalle forze vive della città.

Utilizzando una metafora coniata da lei il Foligno dovrà fare il pane con la farina del proprio sacco. Il vostro obiettivo è conquistare la Serie D quest’anno, e poi? Dipenderà tutto dalla farina?

Si, la nostra filosofia è fare calcio in base alle risorse che riusciamo a reperire sul territorio. La farina per il prossimo anno va fatta quest’anno, già dai mesi invernali. Abbiamo una squadra che non sfigurerebbe nel campionato di Serie D, la struttura c’è, stiamo lavorando già in maniera semiprofessionistica. Il sacco ce l’abbiamo, adesso dobbiamo trovare la farina…

Quanto le dispiacerebbe non vincere questo campionato? Avete promesso la D in tre anni, potreste accedervi con un anno di anticipo…

Mi dispiacerebbe da morire, siamo partiti per vincere. Abbiamo parlato di tre anni perché bisogna preventivare anche gli imprevisti nel percorso. Dobbiamo ripartire subito anche dopo questa battuta di arresto.

Come interpreta il suo ruolo di presidente? Influisce in qualche modo sulle scelte tecniche?

Ad Armillei chiedo solo informazioni sulla salute, mi limito a sapere se sta bene. Parlo un po’, ma non troppo, con il direttore sportivo. Durante la settimana sono molto impegnato quindi non seguo gli allenamenti, ma non manco mai alla partita. Ho deciso invece di parlare con tutti i calciatori per far capire a tutti l’importanza di giocare a Foligno.

Infine, cosa si porta dietro il Guido Tofi imprenditore quando veste i panni del presidente della società di calcio della città?

Io credo nel valore sociale dell’impresa. Bisogna fare qualcosa che abbia delle ricadute positive sul territorio, in fondo anche il mio mandato è a tempo, come tutte le cose che si fanno per spirito di volontariato.

E' possibile riascoltare l'intervista integrale a Guido Tofi attraverso questo link: https://www.youtube.com/watch?v=m1pr2o6lG4k

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di Alessandro Ronci

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