La spallata del Foligno Rugby al coronavirus: ripresi in sicurezza gli allenamenti

Da alcuni giorni i Falchetti hanno ripreso a sudare a “Campo di Marte” grazie all'applicazione delle linee guida. Ecco come cambia la palla ovale ai tempi della pandemia

I controlli del Foligno Rugby prima di allenarsi

Un drone in cielo ed il termoscanner ad altezza uomo. Riparte dalla tecnologia l'attività del Foligno Rugby, prima società umbra della palla ovale ad aver ripreso gli allenamenti nel post-lockdown. Da alcuni giorni i Falchetti sono tornati a respirare il profumo di “Campo di Marte”, gli impianti sportivi nei quali il Foligno Rugby ha deciso di dare la spallata definitiva al Coronavirus. Come? Mettendo in pratica meticolosamente e scrupolosamente le disposizioni previste dai vari Dpcm e dalle linee guida in vigore. Vietato l'utilizzo degli spogliatoi, mascherina indosso fino a che non si entra nel rettangolo verde, autocertificazione ad ogni allenamento e misurazione della temperatura corporea. Questi alcuni provvedimenti adottati, insieme alla divisione del campo in cinque box, ognuno dei quali distanziato di tre metri dall'altro e deputato all'allenamento di un singolo atleta. L'opera di geometria è stata resa possibile grazie allo studio dall'alto dell'impianto sportivo, avvenuto con un drone. Dall'Under16 ai seniores, gli allenamenti si svolgono a scaglioni, dalle 16 alle 21. Poco più di cinquanta i rugbisti che al momento si stanno allenando, con la speranza che a breve possano ricominciare anche i più piccoli. Ma come si svolgono, ai tempi del Coronavirus, gli allenamenti di uno sport che fa del contatto la sua essenza? “In questo periodo stiamo puntando molto sulla forma atletica dei ragazzi – spiega Marian Neagos, responsabile tecnico del Foligno Rugby - mentre per i più piccoli cerchiamo di dargli molte nozioni tecniche. Sono allenamenti molto fisici perché per adesso dobbiamo mettere da parte il rugby e pensare più agli allenamenti fisici”. Ogni atleta si porta da casa il materiale per allenarsi e con quello lascerà il terreno di gioco, uscendo da un lato diverso rispetto a quello d'ingresso. La società ha predisposto anche una stanza dedicata a presunti casi Covid. Qualora un tesserato dovesse sentirsi male durante l'allenamento, scatterà il piano d'emergenza, con l'atleta che entrerà nell'Area Covid-19, indosserà una tuta protettiva - come quelle che si vedono in questo periodo negli ospedali – per poi attendere l'arrivo dei medici. E se nei due mesi passati il Foligno Rugby non si è mai fermato, con gli allenamenti collettivi di grandi e piccini che si sono svolti via web, ognuno nella propria abitazione, ora c'è grande voglia di guardare alla prossima stagione. Anche perché in casa Foligno Rugby un po' di amaro in bocca c'è. La stagione annullata ha infatti spento tutte le ambizioni dei biancazzurri, che nel rush finale di campionato volevano tentare il salto di categoria. “Sono fiducioso per il futuro. Spero che in Italia tutto vada per il verso giusto e la Federazione riesca a trovare un buon compromesso. Quest'anno volevamo salire di categoria – spiega il presidente biancazzurro, Andrea Gubbini – ma il campionato oramai è gettato nel cestino. Come tutti stiamo aspettando le notizie dall'alto, ma noi siamo pronti per la prossima stagione”.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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