La vita di Enzo Blasone ai microfoni di Panorama Sport

Nello studio di Alfonso Tardocchi nella prima puntata della nuova stagione radiofonica Marco, figlio di Enzo Blasone ed il compagno di squadra Flavio Possanzini

Tardocchi, Marco Blasone e Possanzini durante la prima puntata di "Panorama Sport" 2014/2015 (foto Alessio Vissani)

Abbiamo voluto iniziare il quarto anno della trasmissione del mercoledì di Radio Gente Umbra “Panorama Sport”, arrivata alla sua puntata numero 131 e lo abbiamo fatto con grande piacere parlando e tratteggiando la figura di un vero signore di vita e di sport come Enzo Blasone. Una puntata particolare, perché “Panorama Sport” eccezionalmente parla di calcio, ma lo abbiamo fatto per ricordare la figura di un campione sottolineando la malattia che ha causato la sua morte ovvero la SLA (Scelerosi Laterale Amiotrofica) e facendo una riflessione sul fatto che questa tremenda patologia degenerativa e progressiva del sistema nervoso spesso colpisce atleti e calciatori in particolare. Da notare che proprio in questi giorni è in corso nel mondo dello sport ma anche dello spettacolo una grande mobilitazione in favore appunto della Sla con le famose secchiate d’acqua gelata alle quali si sono sottoposti volentieri in tanti. A tale proposito va elogiata l’iniziativa diversa del Foligno calcio che, per voce del suo ds Roberto Damaschi, ha lanciato una raccolta di fondi sempre per la cura dei malati di Sla devolvendo l’introito maturato con la vendita delle maglie storiche del Foligno calcio degli 85 anni andate all’asta durante la presentazione delle squadre. Circa 1000 euro: un piccolo contributo ma significativo. Ma chi era Enzo Blasone? Chi l’ha conosciuto (come il sottoscritto) gli ha subito voluto bene per quel suo fare e comportarsi da gentleman di altri tempi. Meritatamente qualche anno dopo la sua morte gli è stato intitolato lo stadio di Santo Pietro (impianto inaugurato l’8 giugno 1983 con l’amichevole internazionale con l’Anderlecht di Lozano e che conta 4650 posti a sedere), mentre di recente sono stati intitolati la tribuna al presidentissimo Angelo Giacinti e la gradinata ad Adelmo Pizzoni. Una famosa trasmissione della Rai (Dribbling) qualche tempo fa ha illustrato che lo stadio di Foligno è uno dei pochissimi esempi in Italia di impianti sportivi dedicati ad un ex calciatore sicuramente deceduto in seguito a Sla. E che Enzo Blasone sia deceduto in seguito a Sla è un fatto accertato, come ha confermato il figlio Marco, mentre Possanzini ha sottolineato le grandi doti morali e sportive del personaggio ammettendo che in alcune squadre di serie superiore ogni tanto venivano somministrati stimolanti che lui personalmente ha sempre rifiutato. Ad onor del vero nessun fatto concreto e nessuna conclusione scientifica ha mai potuto appurare che ci sia un qualche collegamento tra le morti di diversi calciatori e le medicine che hanno preso durante la loro carriera, ma ad ogni buon conto per effetto dell’inchiesta della Procura di Torino, sono state sequestrate le cartelle cliniche che documentavano la sua malattia terribile che poi in mezzo a tante sofferenze lo ha portato ad una lenta agonia e quindi alla morte. Tra l’altro l’ex giocatore professionista folignate che ha militato oltre che a Foligno, a Perugia, Città di Castello e alla Pontevecchio, come allenatore-giocatore, è stato messo tra i 51 ex calciatori che il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha inserito nella lista dei casi dell’inchiesta condotta tra il 2004 e il 2008 affetti in vita e poi deceduti a causa della malattia. Il caso Blasone è uno dei primi venuti alla luce e fa parte della lista di Guariniello insieme ad altri, tra cui Fulvio Bernardini, Gianluca Signorini e per ultimo Stefano Borgonovo. Soltanto le persone da mezza età in poi si ricordano le gesta sportive del nostro campione che per lunghi tratti e diverse stagioni è stato allenatore giocatore e allenatore-giocatore dei falchetti. In particolare (i dati sono stati tratti dal libro del prof. Nazzareno Proietti, “Storia del calcio folignate”), come tecnico nelle stagioni 1967/68 e 68/69 poi 1968/70 insieme a Gianni Corelli e poi 10 anni dopo 1978/79 allenatore insieme ad Eolo Cardinali. Nel 1989/90 allenatore Flavio Possanzini insieme a Francesco Di Vincenzo. E nel 1967/68 Blasone fu allenatore-giocatore dei Falchetti con questa formazione: Restani, Luci, Santoni, Blasone, Ragni, Nicolini, Cornacchini, Adolfo Mariani, Perli (soprannominato testina d'oro), Bromuri e Possanzini.

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di Alfonso Tardocchi

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