Tirreno-Adriatico, Conti vince a Montefalco sulle orme di nonno Noè

Nipote del montefalchese che fu gregario di Coppi, Valerio vince uno dei Gran premi della montagna di giornata

Il ciclista Valerio Conti a Foligno (foto Alessio Vissani)

Nel ciclismo  i Conti tornano. E non è il solito modo di dire per sottolineare la serietà di una disciplina che non concede ai corridori  alcuno sconto. I Conti tornano perché grazie ad una famiglia originaria di Montefalco,  questo cognome in gruppo è mancato raramente dal dopoguerra ad oggi . Noè, Franco e Valerio,  sono il frutto di una tradizione ciclistica radicata nel sali e scendi delle colline del Sagrantino. Ed oggi, il più piccolo della stirpe, Valerio, lo ha ricordato a tutti, mettendosi in grande evidenza nella tappa della Tirreno-Adriatico che arrivava a Foligno. Una fuga cercata sin dalle prime battute della corsa per andarsi a prendere l’applauso dei paesani del padre e dello zio, con la vittoria del Gran Premio della Montagna posto proprio a Montefalco.  “Ci tenevo a fare bene perché qui vicino c’è la casa di famiglia- ha dichiarato ai nostri microfoni- ma il forte vento ha reso la corsa durissima, e non ha permesso a noi quattro fuggitivi di arrivare al traguardo. Ho dato tutto ma non è bastato. Comunque è stata una bella emozione vincere il Gpm a Montefalco. Dopo la Tirreno, andrò alla Milano-Sanremo. Staccherò un attimo  in altura per poi tornare alle corse con il Giro dei Paesi Baschi, farò le classiche del Nord e il Giro d’Italia”. Valerio è cresciuto a Roma, ma era solito, prima di passare al professionismo,  tornare nella terra d’origine ad Agosto per pedalare seguendo i consigli di Massimiliano Gentili e Fortunato Baliani.  Classe ’94, in forza al team Lampre Merida di Giuseppe Saronni, nelle categorie giovanile ha fatto piangere lacrime amare ai suoi avversari, facendo incetta di vittorie nelle categorie Allievi e Juniores. Un predestinato insomma, un talento ancora giovane ma che sta lavorando sodo per emergere. Il primo a dargli le dritte giuste, sarà sicuramente il padre Franco, vincitore di un Giro d’Italia per i dilettanti nel 1976 e ciclista professionista per circa un decennio. Lo zio invece, è, per ora,  il più illustre della gerarchia, essendo stato l’angelo custode del campionissimo Fausto Coppi, nella gloriosa squadra della Bianchi. Buon sangue non mente insomma. Un sangue, che però, ha il sapore e la forza del miglior Sagrantino. 

La volata di Conti a Foligno (foto Alessio Vissani)

 

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di Alessandro Ronci

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