Da Turchi a Vegnaduzzo: a Foligno torna la febbre argentina

A quattro anni di distanza, i Falchetti ritrovano in rosa un bomber argentino. Dopo i gol di Turchi, i tifosi sperano che la storia si possa ripetere

Turchi (in alto) e Vegnaduzzo (in basso)

Ci sono ottantacinque chilometri da San Isidro e La Plata, entrambe nella provincia di Buenos Aires. Una a nord e l'altra a sud. Cosa c'entra, direte voi? Basterebbero due nomi per rendere tutto più chiaro. Il primo è quello di Mattias Vegnaduzzo. Il secondo invece fa ancora venire la pelle d'oca ai tifosi del Foligno: Juan Martin Turchi. Passato e futuro del Foligno. Ottantacinque chilometri, dicevamo, dividono San Isidro paese natale di Vegnaduzzo e La Plata, culla dell'ex “puntero” del Foligno, Turchi. A dividerli nella storia calcistica del Foligno ci sono invece quattro anni. Un capitolo già bello che scritto quello di Juan Martin Turchi, probabilmente l'attaccante più forte alla corte dei Falchetti nella storia del calcio moderno. Con i suoi 33 gol messi a segno in 94 partite, una promozione in C1 ed una in B solamente sfiorata, Turchi ha scritto pagine indelebili nella quasi novantennale storia della prima società di calcio folignate. Un racconto tutto da scrivere quello di Mattias Vegnaduzzo, arrivato dalla terra dei gauchos con un curriculum di tutto rispetto. Tre volte in doppia cifra negli ultimi tre anni in serie D, con una fugace apparizione solamente pochi mesi fa in Prima Divisione con la maglia dell'Ascoli (8 presenze, 3 reti). All'ombra del Torrino il pensiero di avere nuovamente a disposizione un attaccante argentino in squadra non può che suscitare ricordi meravigliosi nella tifoseria biancazzurra. Non è certo questo il momento dei paragoni tra i due, sarebbe impossibile farne ora. E' forse il momento della speranza. Dopo una salvezza sudata e sofferta conquistata nell'inferno di Carrara all'ultima giornata, nella stagione successiva con Turchi il Foligno tornò a vincere un campionato. Ora invece, i tifosi sperano che con Vegnaduzzo si torni a ballare il tango.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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